"Questo matrimonio non s'ha da fare"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

Il sindaco di Chieti ha dichiarato la sua volontà di attenersi alla circolare con cui il ministro dell'Interno Angelino Alfano inviterà formalmente i prefetti e quindi i sindaci a cancellare le trascrizioni all'Anagrafe delle nozze gay contratte all'estero. Sul tema c'è una grande confusione, che né il partito del sindaco Di Primio né gli altri partiti di governo hanno cercato finora di risolvere, affrontando senza pregiudizi il problema delle unioni tra cittadini dello stesso sesso, che ormai sono una realtà in altri paesi europei. In alcuni comuni italiani, da un po' di tempo, i sindaci stanno facendo valere il loro diritto e dovere di registrare e certificare che due persone risultano sposate all'estero. All'estero, perché in Italia non è possibile: la trascrizione ha valore puramente certificativo e ovviamente non rende valido il matrimonio anche in Italia. Ma a parte la confusione su questo argomento, quello che stupisce è vedere ancora una volta la reazione negativa e l'atteggiamento di chiusura dei nostri politici e amministratori. In un mondo in cui si lotta e si cerca con fatica di garantire equità sociale; in un'Europa che cerca di andare sempre più nella direzione di un allargamento dei diritti civili e farsi baluardo della loro difesa, il sindaco sceglie la via della discriminazione e della distinzione tra cittadini di serie A e di serie B. Il MeetUp Chieti 5 Stelle chiede e auspica l'apertura di un confronto e di una seria riflessione su questi argomenti con le Associazioni che tutelano i diritti lgbt. Alla chiusura deve sostituirsi il dialogo, così che la legge sia veramente uguale per tutti e non solo per pochi.

MeetUp Chieti 5 Stelle

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