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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Politica

Strade senza manutenzione e rischio frane: la provincia chiede aiuto a Letta

Il presidente Di Giuseppantonio a Letta: "Chiedo che si apra un caso Chieti, il tracollo è dietro l'angolo e abbiamo avviato anche la messa in mobilità del personale"

“Sono ormai cinque anni che amministro debiti e casse vuote, la Provincia di Chieti è un caso nazionale che merita la stessa attenzione di Roma e di altre città, come Catania, per le quali sono stati presi provvedimenti “salvataggio”. Abbiamo 140 milioni di debiti pregressi contratti con i mutui, dobbiamo ripianare oltre 12 milioni con il piano di rientro decennale e dal 2008 ad oggi il Governo ha tagliato i trasferimenti per 14 milioni, indispensabili per far funzionare la macchina dell’Ente”.

E’ quanto riporta la nota inviata questa mattina dal presidente della Provincia di Chieti,  al presidente del Consiglio Enrico Letta e ai parlamentari abruzzesi, per denunciare la persistente situazione dell’Ente.

“Quasi 2mila chilometri di strade sono ormai senza manutenzione – prosegue Di Giuseppantonio – molte delle quali a rischio chiusura, e 49 edifici scolastici che si allagano in occasione di piogge di entità di poco superiore alla norma. Si faccia qualcosa per evitare quello che sui giornali è ormai diventato un bollettino di guerra con frane, allagamenti, crolli e pericoli vari, ma si badi bene: non lo dico per tutelare la mia poltrona, essendo alla fine del mio mandato. Se lancio questo accorato appello è solo ed esclusivamente per il bene della mia comunità e del mio territorio, che non meritano di essere relegati in serie b”.

L’Ente da qualche giorno ha avviato la procedura di mobilità del personale per i prepensionamenti, “ma se non si interviene da Roma – sottolinea Di Giuseppantonio – il tracollo definitivo è davvero dietro l’angolo. Non abbiamo soldi e potremo accendere nuovi mutui solo tra 40 anni – ribadisce – Senza risorse come possiamo intervenire per sanare i problemi, per tappare le buche, per rendere quantomeno dignitose strade e scuole del nostro territorio?. A fronte delle decisioni prese a Roma per la Capitale e per altri Enti chiedo formalmente che si apra un caso Chieti, sarebbe profondamente ingiusto non riservare a noi le medesime attenzioni”.

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