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La Regione vuole l'ex Pediatrico per darlo in locazione, ennesimo scippo a Chieti

La denuncia dei consiglieri di Forza Italia Febbo e Vitale, che annunciano risoluzioni, interrogazioni e ordini del giorno

Ennesimo scippo alla città di Chieti. La denuncia arriva dal consigliere regionale Mauro Febbo e da quello comunale Emiliano Vitale, che annunciano, nei prossimi giorni, risoluzioni, interrogazioni e ordini del giorno. “Oltre il danno - denunciano - la beffa”.

Dopo l’accorpamento dell’ufficio ambiente teatino a quello di Pescara, accade infatti che la Provincia debba consegnare alla Regione alcuni immobili di sua proprietà. Tra questi ci sono il museo Barbella e l’edificio dell’ex ospedale Pediatrico, in via Discesa delle carceri, nel centro di Chieti. E la Regione ha intenzione di darlo in affitto. 

Secondo Febbo e Vitale, l’accorpamento degli uffici Ambiente ed Ecologia di Chieti e Pescara, farebbe perdere il diritto di prelazione sull’acquisizione dell’immobile che dovrebbe rimanere di proprietà provinciale. “Ma - denunciano i consiglieri - d’imperio, la Regione avoca a sé anche la proprietà dell’ex Pediatrico, togliendolo di fatto alla Provincia di Chieti e come se non bastasse, chiaramente chiede un canone di locazione a circa 3 euro a metro quadrato all’ente strumentale del Comune di Chieti dedito alla riscossione dei tributi, la Teateservizi”.

La società municipalizzata aveva sede a palazzo De Pasquale, in via Vicoli, edificio di proprietà comunale. Alcune lesioni causate dagli ultimi terremoti, però, hanno costretto gli uffici a trasferirsi in via Discesa delle carceri.

“A nostro avviso - dicono Febbo e Vitale - se la Regione ha, malamente, accorpato le funzioni dell’ufficio ambiente di Chieti a quello di Pescara, non ha il diritto, qualora sia previsto, ad acquisire il titolo di proprietà di detto stabile, che dovrebbe rimanere alla Provincia di Chieti, che potrebbe disporne per ulteriori introiti”.

I due consiglieri accusano l’ente di essere “una Regione cieca e prepotente, che non solo colpisce sempre la stessa comunità, Chieti, ma addirittura tenta di battere cassa, traendone anche benefici economici”.

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