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Martedì, 16 Agosto 2022
Politica

Gli incentivi economici non attirano più i medici in pronto soccorso, la Regione cerca soluzioni

Le criticità del pronto soccorso al centro dell’audizione alla conferenza dei capigruppo in consiglio regionale

Le criticità del pronto soccorso al centro dell’audizione odierna nella conferenza dei capigruppo in consiglio regionale con l’assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì.

"La Regione sta seguendo da mesi le criticità dei pronto soccorso dei nostri ospedali, mettendo in campo una strategia di intervento con azioni sia a breve, che a medio e lungo termine” ha precisato l’assessore ricordando però che sulla Asl Lanciano Vasto Chieti si registra una situazione di affanno dopo che anche l’ultimo avviso di reclutamento, che prevedeva la possibilità per i medici di lavorare metà tempo in reparto e metà al pronto soccorso, è andato deserto.

Da tempo la Regione ha previsto incentivi economici per i medici che prestano servizio nei dipartimenti di emergenza, così da limitare l’impatto negativo della mancanza di risposta agli avvisi di reclutamento pubblicati dalle aziende sanitarie. Ma a quanto pare anche le incentivazioni economiche non sono più attrattive per i medici già in organico al pronto soccorso “che in numero sempre maggiore – afferma Verì - decidono di non garantire turni aggiuntivi rispetto agli ordinari. Prestazioni, invece, che al momento vengono assicurate dal personale sanitario di altri reparti. Situazioni tampone, e dunque temporanee, che però permettono di garantire l’assistenza e anche il diritto ai riposi dei medici stessi”.

Una difficoltà che riguarda l’intera nazione e di cui  sta occupando la Commissione Salute nazionale. Nell’attesa, la Regione fa sapere di essersi attivata in un costante confronto con le Asl.

"Si sta lavorando – ha spiegato ancora l’assessore Verì - per estendere a tutti i presidi alcune buone pratiche, alcune delle quali già sperimentate in alcuni ospedali della nostra regione: a partire dal sistema fast and track per l’avvio a consulenza nei reparti (direttamente da parte dell’addetto al triage) di pazienti che arrivano in pronto soccorso per determinate prestazioni; all’ambulatorio infermieristico per la gestione dei codici bianchi e verdi, sul quale è in corso un confronto con l’Ordine degli Infermieri; all’avvio di un monitoraggio costante degli accessi dei pazienti, per verificarne l’appropriatezza e ridurre quel 50 per cento di utenti che dovrebbero essere presi in carico non dal pronto soccorso, ma da strutture sanitarie di altra tipologia; ad una diversa gestione dei posti letto nei reparti di degenza, mettendone a disposizione una quota per le esigenze del pronto soccorso".
 

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