"Giù le mani dalla prefettura", Di Primio incalza Alfano

Il regolamento di riorganizzazione del Ministero dell'Interno prevede il taglio di 23 prefetture in Italia. Chieti perderebbe le sedi della Prefettura (istituita sin dal 1861), la Questura e il Comando dei Vigili del Fuoco

La prefettura di Chieti accorpata con quella di Pescara, il taglio della questura e del comando dei vigili del fuoco. E' quanto si evince dal regolamento  del Ministero dell'Interno sulla riorganizzazione periferica. Un piano che pensalizza l'Abruzzo con un taglio del 50%, dal momento che anche le sedi di Teramo verrebbero accorpate a L'Aquila. 

Lo schema di decreto del Presidente della Repubblica prevede l'accorpamento di 23 prefetture italiane entro il 31 dicembre 2016. Il risparmio, secondo le stime, sarebbe di un milione di euro per ogni prefettura soppressa.

Ma il sindaco Di Primio annuncia battaglia contro il provvedimento del Ministero che fa capo ad Alfano, suo compagno di partito, a cui ha scritto una lettera per chiedere di rivedere la decisione. "E’ del tutto evidente che io, da sindaco, non posso assolutamente condividere questa impostazione e, pertanto. ti chiedo di rivedere detta decisione - scrive Di Primio -  Ti chiedo un urgente incontro così da poterti rappresentare le motivazioni a sostegno delle mie osservazioni. Il territorio della Provincia di Chieti non può essere privato di dette strutture - aggiunge Di Primio - Ove ciò non dovesse verificarsi, porro' in essere tutte le azioni necessarie per difendere la città e, mio malgrado, mi vedrò costretto ad effettuare una seria ed approfondita riflessione sulla mia attuale posizione politica".

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Sul provvedimento interviene anche l'onorevole Fabrizio Di Stefano, che si chiede: "Con che criterio si taglia la Prefettura della Provincia più grande d'Abruzzo? Anche il NCD, a questo punto, deve sciogliere il nodo, se in forza di Governo o di opposizione. Perchè sappiamo tutti chi c'è a guidare il Ministero degli Interni. Non si tratta di fare una campagna di campanile tra Chieti e Pescara o tra L'Aquila e Teramo - commenta .- si tratta di spiegare il perché, su 23 ipotetici accorpamenti, il 10% viene fatto in Abruzzo. E perché l'Abruzzo è l'unica Regione che prevede un taglio del 50%. A fronte poi di risibili risparmi economici. Mentre si annunciano nuovi arrivi di extracomunitari in Abruzzo e quindi la necessità, di far sentire maggiormente la forza ed il controllo dello Stato presente sul territorio, dall'altra parte, in maniera assolutamente fuori senso, si decide di chiudere due Prefetture, presidio di legalità sul territorio".
 

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