Prefettura, Bruno Di Paolo: "Un anno e mezzo fa avevo lanciato l’allarme rosso"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

“Chieti è vicina al baratro. La chiusura dei principali uffici periferici dello Stato rappresenterà la morte della nostra città. E il sindaco Di Primio non sa far altro che scrivere lettere al ministro che, peraltro, è il leader del suo partito.” Bruno Di Paolo, capogruppo di Giustizia sociale, è un fiume in piena. Ricorda che, quasi un anno e mezzo fa, (comunicato stampa del 16 giugno 2014 allegato) aveva paventato la scure della spending review sul capoluogo teatino, puntualmente arrivata a distanza di mesi. “Al tempo già si respirava aria di tempesta e, attraverso le mie conoscenze romane, avevo intuito i dettami di un disegno politico che penalizzerà oltremodo Chieti e il suo territorio. Ma com’è possibile- chiede Di Paolo- che il sindaco non sapesse nulla dei piani del ministro dell’Interno, Angelino Alfano, massimo referente del suo partito, Ncd? E’ impossibile, oggi, parlare di fulmine a ciel sereno perché tutti, o quasi, dal momento che Di Primio parrebbe caduto dalle nuvole, sapevano.” Poi il capogruppo di Giustizia sociale critica aspramente le reazioni a caldo del sindaco che ha impugnato carta e penna per scrivere al ministro Alfano e minacciare un’uscita dal Nuovo centro destra. “Basta con queste lettere che finiscono, ogni volta, nel dimenticatoio. E’ necessario che la politica locale, sia di destra che di sinistra, si muova compatta su Roma- aggiunge Di Paolo- per far cambiare idea a chi ci governa.” Anche perché la soppressione di Questura, Prefettura e comando provinciale dei Vigili del fuoco sarebbe solo un antipasto, indigesto, di quello che potrebbe accadere nei prossimi mesi. “Quando Chieti rischierà di perdere altri uffici di emanazione statale. La politica teatina si mobiliti e, per una volta, lasci da parte- afferma Di Paolo- slogan che lasciano il tempo che trovano e, soprattutto, non spostano di una virgola lo stato attuale delle cose. Chieti senza uffici territoriali del Governo morirà definitivamente, senza se e senza ma. La politica deve fare qualcosa per impedirlo.”  

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