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La politica si schiera al fianco dei commercianti contro Mirò

Forza Italia, L'Altra Chieti e i 5 stelle attaccano il progetto della Sile Costruzioni. E i penta stellati richiamano il sindaco alle sue responsabilità

Nel giorno del fermento dei fronti opposti sul progetto Mirò, si schiera anche la politica, a favore dei piccoli commercianti teatini. 

L’Altra Chieti e Sinistra Italiana, in una nota, “condividono le preoccupazioni dei commercianti e degli ambientalisti in ordine al progetto di realizzazione di Mirò. Esso, infatti, dovrebbe sorgere in prossimità del fiume Pescara, aumentando il rischio di esondazione. Il progetto annunciato, inoltre, rischia di compromettere ulteriormente il commercio al dettaglio della nostra città, di recente danneggiato dalla scelta, compiuta dall’amministrazione Di Primio, di consentire la realizzazione di nuovi discount nel territorio comunale”. Il capogruppo de L’Altra Chieti Enrico Raimondi aveva presentato un’interrogazione consiliare, ancora non arrivata in consiglio. 

Anche il capogruppo di Forza Italia, Stefano Rispoli, invoca di restituire, “alla città di Chieti e ai suoi abitanti, speranze per un futuro migliore, che contrasti le spinte arrembanti che possono causare danni irreparabili”. E invita la politica a “fare scelte di campo destinate a favorire soluzioni più razionali, che siano specificatamente protese a rivitalizzare il centro storico, come anche le zone commerciali della normale distribuzione”. Domani (giovedì 23 marzo), due consiglieri manifesteranno all’Aquila insieme ai commercianti. 

Durissima la consigliera regionale del Movimento 5 stelle Sara Marcozzi: “Chi vuole scambiare promesse di nuovi posti di lavoro con la distruzione del commercio locale e la desertificazione del centro storico è fuori tempo. La città va difesa da questo”.

Marcozzi denuncia che già il centro commerciale esistente “ha bruciato l’economia di centinaia di piccole attività dell’area Chieti-Pescara e un rapporto di Legambiente ha inserito l’edificio fra i 10 più pericolosi d’Italia”. 

“La sua realizzazione - spiega - è stata autorizzata solo grazie alla costruzione di una nuova arginatura sul fiume Pescara alta 10 metri che, a distanza di anni, ha prodotto devastanti conseguenze per tutto ciò che è a valle degli argini: esondazioni e allagamenti di abitazioni costruite in prossimità del fiume. A causa di ciò, Regione Abruzzo ha autorizzato il mega-progetto da 54 milioni di euro delle vasche di laminazione del fiume Pescara, che peraltro ha in sé altre criticità, al fine di limitare i danni a valle. L’esperienza del passato non è servita”. 

I consiglieri comunali Ottavio Argenio e Manuela D’Arcangelo richiamano alle proprie responsabilità il sindaco Umberto Di Primio. “In campagna elettorale ricordiamo prese di posizione in favore degli esercenti. Candidati consiglieri comunali che vaneggiavano di parcheggi a pagamento all’interno dell’area del centro commerciale i cui proventi avrebbero dovuto finanziare investimenti nel centro storico. Dove sono finiti questi intenti?. Ma soprattutto, che fine ha fatto il Parco Fluviale? La promessa di riqualificazione ambientale dell’area?”.

“Di Primio e l’Ing. Merlino si preoccupassero di dare seguito al Progetto In.Te. - incalzano - centinaia di lavoratori attendono di essere reimpiegati. Abbiamo bisogno di aziende e non di centri commerciali”.

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