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Immagine d'archivio

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Il Piano commercio arriva in aula: ecco il documento che può salvare l'economia cittadina

È stato per mesi la leva che ha spinto Forza Italia a chiedere le dimissioni dell'assessore Di Biase, che alla fine ha salvato la maggioranza scambiandosi le deleghe con il vice sindaco Giampietro

Il consiglio comunale di Chieti torna a riunirsi venerdì mattina per discutere uno dei temi che maggiormente hanno tenuto banco negli ultimi mesi e nell'intera consiliatura: il Piano commercio. Il documento, redatto dall'architetto Vincenzo Perinelli, è il primo da maggio 2001, quando venne approvato dall'assise civica l'ultimo Piano commercio per la città. Ma, in questi 18 anni la città e soprattutto il suo tessuto economico e sociale sono cambiati profondamente. 

Non va dimenticato che proprio la mancanza di un nuovo Piano commercio è stato uno dei leitmotiv della crisi di maggioranza che ha caratterizzato la scorsa primavera-estate, portando il 17 giugno alle dimissioni, poi revocate, del sindaco Umberto Di Primio. A lungo, infatti, il gruppo consiliare di Forza Italia ha chiesto le dimissioni dell'assessore Carla Di Biase, che fino a pochi mesi fa deteneva la delega al Commercio. Finché, tre giorni prima di Ferragosto, alla vigilia di una seduta consiliare che si preannunciava infuocata, l'ex esponente di Forza Italia (ora passata a Fratelli d'Italia) si è accordata per uno scambio di deleghe con il vice sindaco Giuseppe Giampietro, che si occupava fra le altre cose di Pubblica istruzione. Spetterà a lui, dunque, presentare in aula il documento che dà regole e ricette di salvezza per il commercio cittadino, indicato come "l’opportunità e il motore per la creazione di lavoro e sviluppo in città", purché Chieti recuperi una sua identità turistico-culturale.

Tra proposte e provvedimenti caldamente consigliati, le 183 pagine del nuovo Piano commercio hanno come premessa proposte già ascoltate da più fronti negli ultimi anni, ma mai messe in pratica: pedonalizzazione del centro, specializzazione merceologica di ogni punto vendita, realizzazione di parcheggi, creazione di eventi o servizi che rendano attrattivo il centro, promozione, recupero di un’identità forte. E, ancora, spicca il divieto di insediamento di grandi strutture di vendita non oltre il 31 dicembre 2021, la tutela del piccolo commercio e dei consumatori, il recupero di aree industriali dismesse, criteri particolari per il centro storico e per il centro urbano dello Scalo.

Nella ricetta per salvaguardare il commercio, si considera la creazione di un “Nucleo di management”, un tavolo di lavoro permanente, che realizzi il programma integrato di rivitalizzazione del centro storico, con il coordinamento di un professionista del settore urbanistico-commerciale. Per questo, viene caldeggiato il confronto con le associazioni di categoria, anche per promuovere forme di associazione fra le imprese esistenti e collaborazione tra queste e la media e grande distribuzione, ma senza demonizzarla.

Fra i punti all'ordine del giorno della seduta consiliare ci sono anche il bilancio del teatro Marrucino, l'approvazione del rendiconto consolidato dell'esercizio 2018, il nuovo regolamento sul sistema dei controlli interni, l'accettazione per l'indennità per fascia di asservimento in merito alla realizzazione del metanodotto Larino-Chieti, l'approvazione dell'intesa per la disciplina del controllo analogo congiunto sulla Ops spa da parte dei soci.

In programma anche tre mozioni del consigliere Marco Di Paolo (Lega): il progetto Libro in piazza, l'installazione di due targhe commemorative a Filippo Montesi, il marò italiano assassinato durante la missione italiana in Libano, nel 1983, e a Norma Cossetto, giovane istriana vittima delle foibe nel 1943. 

Qualora dovesse mancare il numero legale, il consiglio si riunirà lunedì 28 ottobre, alle 9. 

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