menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Pet tac e disagi per i pazienti oncologici a Chieti: esposto in Procura e alla Corte dei conti

Lo ha presentato la capogruppo M5S in Regione Abruzzo, Sara Marcozzi, che ricostruisce i dettagli della vicenda

La capogruppo M5S in Regione Abruzzo, Sara Marcozzi, ha depositato un esposto alla Procura della Repubblica e alla Corte dei conti per denunciare i disagi quotidiani legati al blocco della pet-tac dell'ospedale di Chieti con l'impossibilità per pazienti oncologici e neurologici di effettuare esami urgenti.

“Di fronte a una giunta e a una sanità regionale sorde alle richieste dei cittadini – sottolinea Marcozzi - l'unica strada è quella di chiamare in causa gli organi competenti affinché possano effettuare tutte le valutazioni del caso e approfondire le problematiche. A partire dal blocco del macchinario occorso nella settimana dall'8 al 13 febbraio a causa della conclusione del termine autorizzativo delle sedute della pet-tac, che ha comportato l'impossibilità per ben 21 pazienti, che avevano prenotazioni da oltre un mese, di effettuare gli esami diagnostici necessari”.

A questo Marcozzi aggiunge il potenziale danno alle casse di Regione Abruzzo “per gli enormi costi dell'utilizzo di un macchinario obsoleto e non di proprietà, situato in un container all'esterno della struttura teatina, che costa circa 500mila euro annui di fondi della sanità pubblica. Il noleggio era partito con lo scopo colmare temporaneamente una carenza di strumentazione con un intervento provvisorio. Sono passati 10 anni da allora, ma i vertici sanitari sono andati di proroga in proroga.

Sono mesi – conclude la consigliera regionale -  che  denuncio queste carenze gravissime sia in Consiglio regionale che attraverso la stampa. La giunta, il presidente Marsilio e l'assessore Verì, dopo aver fatto promesse e preso impegni in occasioni pubbliche, hanno abbandonato la tematica, voltando le spalle a pazienti oncologici e neurologici in condizioni di fragilità. Adesso, coinvolgendo le autorità competenti, speriamo di fare luce sul caso e di trovare una soluzione dopo anni di silenzi”.
 

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

ChietiToday è in caricamento