Giovedì, 28 Ottobre 2021
Politica

Il Pd sulla riorganizzazione delle rete scolastica

D'Amico: “La maggioranza di centro destra a guida Udc rifiuta qualsiasi miglioramento del documento sulla riorganizzazione della rete scolastica”;

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

“Speravamo trovare una maggiore disponibilità ed equilibrio sotto l’albero di Natale, da parte dell’assessore provinciale alla pubblica istruzione Mauro Petrucci e della sua maggioranza di centro – destra a guida Udc, ma abbiamo riscontrato la stessa chiusura e rigidità di sempre tutta dedita a mantenere un equilibrio di parte più utile a soddisfare esigenze elettorali future che di quelle palesate dai territori per avere un organizzazione scolastica di qualità”. E’ quanto afferma il capogruppo del Pd alla provincia di Chieti Camillo D’Amico dopo l’approvazione a maggioranza della delibera d’indirizzo alla regione Abruzzo per il riordino degli Istituti Comprensivi di primo grado(scuola dell’infanzia, elementare e media inferiore), della rete scolastica e dell’offerta formativa di quella secondo grado avvenuta nella seduta consiliare di ieri (20 dicembre). “Abbiamo dimostrato il solito senso di responsabilità anche di fronte alle evidenti violazioni dei dettami regolamentari ma nessuna osservazione, pur promossa dalle comunità locali, è stata da loro accettata perché ancora dediti a difendere scelte che facevano riferimento ai tanti dazi elettorali hanno da saldare per la lontana vittoria del giugno 2009 alle provinciali; è la provincia in saldo oltre l’ormai acclarato fallimento della loro coalizione.” – continua D’Amico che conclude- “In un momento in cui dobbiamo invertire la preoccupante rotta di far percepire ai cittadini che la provincia è un ente utile, necessario, poco costosa ed attenta alle esigenze delle comunità locali abbiamo assistito ancora ad una misera rappresentazione della strenua difesa degli interessi di parte piuttosto che  cercare ponti con chi, responsabilmente, intende difendere, innovando e semplificando ma non sopprimendo, uno dei baluardi della democrazia costituzionalmente prevista”. 

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