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Ospedale di Chieti, per Paolucci è necessario intervenire: "Enorme criticità sulla staticità"

Sulla procedura c'è uno stallo. Il prossimo 20 febbraio è attesa la dichiarazione di pubblica utilità da parte della Asl

Mentre è in corso lo sgombero dagli spazi più pericolosi al policlinico di Chieti, l’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci torna a ribadire la necessità di un nuovo ospedale. “Non entro nell’istruttoria tecnica – ha dichiarato - ma nel merito politico: c’è una delibera molto chiara che riconosce l’esigenza di intervenire sull’ospedale di Chieti per l’enorme criticità sulla staticità per via di difetti di costruzione e della qualità dei materiali”.

Intervento che per l’assessore regionale e il presidente D’Alfonso si traduce nel project financing presentato dal gruppo Icm, che fa capo al colosso veneto delle costruzioni Maltauro, la soluzione per la realizzazione del nuovo ospedale che costerà circa 230 milioni di euro privati. Paolucci ha sottolineato che la soluzione era stata prospettata ai tempi della precedente giunta di centrodestra.

Sulla procedura c’è uno stallo a causa di un braccio di ferro tra la Asl e i proponenti. Il prossimo 20 febbraio è attesa la dichiarazione di pubblica utilità da parte della Asl, una fase propedeutica alla gara europea, aperta ad altri colossi, che affiderà la commessa, sulla quale la Icm ha comunque il diritto di prelazione. “E’ chiaro che la procedura legata al project deve essere formalizzata nel rispetto delle norme e con la massima trasparenza, senza dimenticare la problematica della sicurezza e dei servizi da assicurare nei confronti dei cittadini” chiarisce Paolucci.

In particolare, in questa fase oltre che dalle polemiche da parte delle opposizioni di centrodestra, con Mauro Febbo in prima linea, e del movimento cinque stelle in Regione, la vicenda è caratterizzata dal no della Asl di Chieti alla ricevibilità della proposta per una presunta pendenza fiscale di 17.360 euro, imputabile alla società Centrale Mazzoni Srl, incorporata al gruppo Maltauro nel 2011, in quanto questa omissione per i dirigenti pubblici costituisce una “violazione grave” delle disposizioni di legge, che impone la regolarità fiscale a chi presenta un project financing. Questione segnalata all’Anac e alla procura di Chieti. A questa azione hanno risposto la direzione regionale dell’Agenzia delle entrate del Veneto confermando la “non sussistenza di carichi pendenti” e la stessa Icm che ha fatto cenno a pesanti richieste di risarcimento danni.
 

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