Sabato, 19 Giugno 2021
Politica

L'ordine del giorno sulle aree verdi diventa un caso politico, Colantonio (Lega): "Non è un affronto"

Il capogruppo di centrodestra controbatte alla replica degli assessori Rispoli e Zappalorto, che avevano chiesto conto all'attuale opposizione, compreso il consigliere, del motivo per cui non se ne fossero occupati quando amministravano la città

Diventano una questione politica gli ordini del giorno presentati dalla Lega sulla presa in carico delle aree da trasformare in aree verdi. Il capogruppo Mario Colantonio controbatte a sua volta alla replica degli assessori al Verde pubblico e ai Lavori pubblici, Chiara Zappalorto e Stefano Rispoli.

Questi ultimi avevano chiesto perché l'amministrazione precedente, in cui sedeva anche l'attuale consigliere leghista, non avesse provveduto a realizzare ciò che oggi invita a fare. 

"È evidente - dice Colantonio - che non hanno letto e/o non hanno compreso il contenuto degli ordini del giorno per il quale sono stati invitati alla condivisione tutti i gruppi consigliari, senza alcuna distinzione di 'colore', proprio per la valenza degli atti e del loro contenuto. Non è stata fatta nessuna premessa di accuse ad alcuna amministrazione politica - puntualizza - semmai i ritardi evidenziati sono esclusivamente dovuti ad una burocrazia a volte incomprensibile che esiste tra enti, quali Provincia e Comune, che hanno sede nella stessa città e sono distanti solo 50 metri tra loro".

Colantonio chiarisce: "Non si è mai malpensato dell'operato dell'assessore Zappalorto quando rivestiva la carica di delegato all'Urbanistica durante la sua lunga presenza alla Provincia di Chieti. Anzi - prosegue - c'è sempre stata la speranza che le pratiche oggetto di ordine del giorno sarebbero state definite celermente, soprattutto quando lei stessa rivestiva, in Provincia, la massima carica politica di una concittadina. Dispiace - incalza - prendere atto della persistente politica di divisione ideologica che si 'annida' purtroppo soprattutto nei più giovani, seppure esperti, volendo considerare la loro lunga presenza in amministrazione che va dai 10 ai 15 anni: forse si confonde il Comune con una sezione di partito".

Il capogruppo della Lega puntualizza che negli ordini del giorno presentati dal suo gruppo consiliare "non è stato indicato nessun 'obbligo' alla realizzazione di spazi verdi, bensì sono state 'raccontate' le destinazioni progettuali delle opere pubbliche che furono realizzate, ben evidenziando in entrambi i testi la frase 'nel rispetto della propria discrezionalità amministrativa', riferita proprio alla destinazione d'uso che compete sicuramente al ruolo ed alle scelte programmatiche della maggioranza. Un ordine del giorno - dice - non è un affronto politico, ma una volontà di risoluzione dei problemi magari fornendo utili notizie e consigli".

"Spero che la democrazia espressa dal consiglio comunale valga ancora qualche cosa in questa città, che per riprendersi veramente ha bisogno di una sola ed unica cosa, il voler bene a Chieti e desiderare il meglio per il suo futuro. I partiti, i politici, gli uomini - conclude - passano, ma la città di Chieti rimarrà per sempre".

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