Ordinanza sulla caccia, per la Lega Abruzzo "clamore ingiustificato"

Il gruppo consiliare replica alle accuse ricevute dalle associazioni ambientaliste per l’ordinanza regionale valida in 'area arancione'

"Clamore ingiustificato": così il gruppo consiliare della Lega abruzzese replica alle accuse ricevute dalle associazioni ambientaliste per l’ordinanza regionale n. 108 che dal 13 dicembre consente lo spostamento dei cacciatori anche al di fuori del proprio Comune di residenza, precisamente all’interno dell’Ambito territoriale di caccia di iscrizione.

"Si tratta di un provvedimento insito di valore scientifico e di prove oggettive, acclarate in tutta Europa, anche in Paesi in cui la situazione epidemiologica è ben più grave è consentito il prosieguo dell’attività venatoria nel rispetto delle normative vigenti “ sottolinea la Lega, ricordando che ordinanze simili sono state emanate in Calabria, Emilia Romagna, Lombardia, Toscana e Umbria.

"Ma soltanto in Abruzzo ha suscitato clamore" aggiungono i consiglieri ricordando che "il fine riportato nella suddetta ordinanza: la necessità di proseguire con lo svolgimento dell’attività venatoria per uno stato di necessità per conseguire l'equilibrio faunistico venatorio e limitare il pericolo potenziale per la pubblica incolumità".

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