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Nuovo ospedale, Marzoli: “Forza Italia gioca allo sfascio, Chieti merita rispetto”

Ancora scontri sul project financing: "Se l'istruttoria finale dirà che non è realizzabile capiremo le strade alternative, ma non è Forza Italia a decidere"

Il consigliere comunale del Pd Alessandro Marzoli torna sulla questione del nuovo ospedale a Chieti dopo che Forza Italia ha diffuso il documento con cui il Rup boccia lo strumento del project financing e accusa il consigliere Febbo di voler entrare continuamente nell'istruttoria del procedimento amministrativo.

“Più volte – ricorda Marzoli - nel corso degli ultimi mesi Febbo è stato clamorosamente smentito dai fatti. La prima volta quando sbandierava l'impossibilità di aprire Cardiochirurgia a Chieti e la realtà ci dice oggi che abbiamo un nuovo reparto con strutture all'avanguardia nel panorama nazionale nell'ospedale di Chieti. La seconda quando affermava senza ombra di dubbio la non ricevibilità del progetto per il nuovo ospedale: adesso la ricevibilità sembra esserci. La politica dovrebbe astenersi dalle istruttorie ma prenderne atto solo al completamento”.

Marzoli accusa il consigliere regionale di Forza Italia di presentare a giorni alterni documenti che sono solo parte dell'intero procedimento amministrativo.

“Non vogliamo né possiamo entrare nella fase istruttoria, è la Asl che se ne occupa. Se l'istruttoria finale dirà che il project financing non è realizzabile ne prenderemo atto e capiremo le strade alternative, ma non è certo Forza Italia a decidere se si può fare o meno, è la asl il soggetto che può farlo. A noi – prosegue il consigliere comunale teatino - non interessa lo strumento, ma il risultato finale: un ospedale sicuro e funzionale al servizio della comunità. E se non è questo progetto, l'importante è che si faccia l'ospedale nuovo nel rispetto delle leggi. Febbo dica se vuole o no un grande ospedale a Chieti e non capovolga ad arte le parole del professor  Mastropasqua, che noi condividiamo pienamente. 

D'altra parte – accusa - se avesse avuto a cuore l'interesse dell'università non avrebbe proposto un centro studi per l'invecchiamento al posto del cardiochirurgico e avrebbe certo portato avanti l'accordo Università-Regione fermo al 1999 e che solo in questa legislatura si sta sbloccando. Siamo certi che la città di Chieti meriti un ospedale sicuro e un'offerta sanitaria di qualità, collegata con la facoltà di medicina, cuore dell'Università D'Annunzio e patrimonio intoccabile del capoluogo teatino”.


 

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