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Nuovo acceleratore lineare: il bando è ancora fermo e i pazienti oncologici devono curarsi altrove

L'ennesima denuncia dei consiglieri teatini del Partito Democratico, che puntano il dito contro Regione e Asl

È ancora fermo il bando per l'acquisto dell'acceleratore lineare per la Radioterapia di Chieti. L'ennesima denuncia arriva dal gruppo consiliare del Partito Democratico, che accusa la Regione di aver "dimenticato un fiore all'occhiello per le cure oncologiche, quale è il reparto di Radioterapia del professor Genovesi, viene totalmente dimenticato dalla Regione Abruzzo e, a quanto pare, non adeguatamente tutelato e valorizzato dalla propria stessa dirigenza sanitaria”, dice la consigliere Barbara Di Roberto.

Ogni anno, circa mille pazienti oncologici si affidano al reparto teatino per le cure. Ma, da mesi, con la Tac rotta e con un acceleratore lineare in meno, il Santissima Annunziata può accogliere soltanto 400 persone, quelle già in carico, mentre le altre sono costrette a rivolgersi ad altre strutture. 

“Nonostante le rassicurazioni avute da più parti, ma a mezzo stampa, e al netto della delibera di giunta regionale dello scorso giugno, che assicurava la programmazione delle gara - aggiunge il capogruppo Filippo Di Giovanni - apprendiamo che l’iter per l’acquisto dell’acceleratore lineare è di fatto fermo”.

Nel corso della commissione regionale Sanità, è emerso che l'assessorato competente è ancora in attesa delle specifiche tecniche e della definizione dei luoghi per l’acceleratore.

Così, con Di Roberto e Di Giovanni, insorge l'intero gruppo consiliare del Pd (Pietro Iacobitti, Valentina De Luca e Paride Paci: "La preoccupazione più grande - dicono - è quella dell’allungarsi ed aggravarsi delle liste d’attesa: 6 mesi per la prostata, 6 mesi per la mammella, 2 mesi per i tumori in sede. Attese, file, lungaggini che ricadono sui nostri concittadini, fragili, pazienti che soprattutto in concomitanza della pandemia che ci attanaglia tutti, dovrebbero essere maggiormente garantiti e non già obbligati a spostarsi per essere curati”.  

I consiglieri accusano la Regione di aver fatto in modo che "Chieti capoluogo relegata a cenerentola alla quale viene tolto molto (non ultimi i 30 milioni già destinati e finiti a ripianare i debiti contratti in un anno di gestione Marsilio) e assicurato ben poco, quel minimo sindacale del rifacimento dei corpi C ed F cioè, che comunque non risolvono i gravi e annosi problemi del nosocomio teatino". 

“Come rappresentati istituzionali delle esigenze ed istanze dei teatini, soprattutto dei più fragili - concludono - non possiamo che chiedere chiarezza e risposte certe in tema di tutela sanitaria e garanzia di assistenza e cura nella nostra città. Lo facciamo ancora oggi, come più volte in passato, e sempre terremo al centro delle nostre interlocuzioni e del nostro impegno il bene principale di ogni persona: il diritto alla salute, che vale sempre e ancor più in uno sciagurato momento pandemico come l’attuale. Nel fronteggiare il Covid, nella consapevolezza dell’ancora lunga convivenza con esso cui siamo destinati, non si può lasciare indietro nessuno. Men che mai i pazienti oncologici cui vanno evitati disagi e difficoltà di qualunque tipo e portata”. 

Gruppo Consiliare PD

      

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