Lavori per la nuova scuola a Guardiagrele, ma scoppia la polemica politica

Il gruppo Progetto per Guardiagrele denuncia presunte irregolarità nel progetto e il mancato rispetto delle disposizioni anti Covid

Lavori in corso, a Guardiagrele, per costruire la nuova scuola dell'infanzia, nel sito che ospitava il micronido di località Anello. Qui saranno ospitati i bambini che fino all'anno scorso frequentavano il plesso di fronte al convento dei Cappuccini, ceh sta per essere demolito e che sarà sostituito dalla nuova scuola primaria.

Ai fondi concessi dalla presidenza del consiglio dei ministri, con il coinvolgimento della protezione civile nazionale, si sono aggiunte le risorse comunali, per un totale di circa 600 mila euro, che consentiranno di realizzare una scuola moderna e sicura.

"bbiamo, passo dopo passo, avviato un percorso che guarda ai più piccoli e alle nuove generazioni - spiega Gianluca Primavera, vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici - I fondi, che hanno consentito di mettere in sicurezza questa scuola, sono stati reperiti dall’amministrazione comunale non con poca difficoltà".

Ma contro i lavori si scagliano i consiglieri del gruppo Progetto per Guardiagrele, Donatello Di Prinzio, Flora Bianco e Orlando Console, secondo cui l'intervento, su un progetto redatto ad agosto 2019, "non risulta adeguato alle disposizioni impartite nel piano scuola post Coronavirus, che prevedono il distanziamento tra i banchi, il ridotto numero degli alunni per aula, la riorganizzazione degli spazi comuni, l’individuazione di percorsi differenti per l’accesso e l’uscita dalla scuola e dalle aule, la diversa funzionalità della mensa, degli spazi esterni, il trattamento igienico delle aule in cui mancano apparecchiature idonee per il ricambio e la sanificazione dell’aria".

I consiglieri hanno inviato le osservazioni al sindaco Simone Dal Pozzo, ai dirigenti scolastici, ai responsabili della sicurezza della scuola, ai responsabili tecnici del Comune, e alle istituzioni sovracomunali. 

Secondo il gruppo Progetto per Guardiagrele, però, ci sarebbero altre "ombre nel progetto, che ha visto mettere a gara prezzi già ridotti del 28% - puntualizzano - rispetto ai prezzi correnti fissati dalla Regione Abruzzo, ai quali la ditta concorrente ha applicato un ulteriore ribasso. Questa, infatti, ha offerto altre lavorazioni a titolo gratuito, facendo aumentare la percentuale del ribasso reale che va a raggiungere circa il 50% del valore iniziale, vale a dire con prezzi per l’impresa che non copriranno, forse, neanche l’acquisto dei materiali. Questo notevole ribasso, su una struttura strategica come la scuola, che è il luogo dove i nostri figli trascorrono gran parte del proprio tempo, ha suscitato l’attenzione e la preoccupazione dei consiglieri comunali che, per questo, hanno sollevato il caso presso le istituzioni competenti".

I consiglieri sollevano anche il tema della sicurezza del cantiere. "La demolizione - dicono in concomitanza con lo svolgimento delle lezioni, comporterà problemi di polveri, anche inquinanti, che andranno ad intasare gli altri ambienti della scuola. Non meno importante il disagio dovuto alla presenza dei mezzi da cantiere che dovranno operare in presenza di alunni, personale scolastico, scuolabus e genitori, aumentando notevolmente rischi e pericoli per tutti i presenti che, tra alunni e personale scolastico, sono circa 500. Infine, ma non per ultima la viabilità. Già adesso è ridotta e tortuosa ma, proprio durante il periodo dell’attività scolastica, risulterà ancor di più compromessa, per la presenza degli operai e dei mezzi d’opera, dell’impianto di cantiere, dei materiali che dovranno essere approvvigionati a terra".

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