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Lunedì, 24 Gennaio 2022
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Nozze omosessuali, Arcigay Chieti: "Per Di Primio solo una pratica burocratica da sbrigare"

Non si è fatta attendere la riposta dell'Arcigay Chieti alle dichiarazioni di Di Primio in merito all'iniziativa del Ministro Alfano sulla cancellazione delle registrazioni di matrimoni contratti all'estero tra persone dello stesso sesso

Non si è fatta attendere la riposta dell’Arcigay Chieti alle dichiarazioni di Di Primio in merito all’iniziativa del Ministro Alfano sulla cancellazione delle registrazioni di matrimoni contratti all'estero tra persone dello stesso sesso. Il gruppo condanna fortemente l'atteggiamento del sindaco “che – spiegano in una nota - liquida l'amore tra persone dello stesso sesso come una pratica burocratica da sbrigare al pari di un contratto di affitto o di noleggio”.

Rispetto la legge. I sindaci non possono sostituirsi alle normative nazionali con ordinanze che sarebbero illegittime o addirittura in contrasto con la Costituzione” sottolineava ieri il sindaco di Chieti.

“Il sindaco- replica in una nota Claudio Minetti, presidente Arcigay Chieti “Sylvia Rivera” - si appella alla Carta Costituzionale affermando, di fatto, che la nostra Costituzione definirebbe una diseguaglianza di trattamento dei cittadini in base al loro orientamento sessuale; affermazione davvero triste, oltre che giuridicamente molto discutibile, alla luce delle più recenti sentenze della Corte costituzionale: Suprema interprete della Carta fondamentale. La Consulta ha, infatti, invocato doverose tutele nei confronti delle coppie formate da persone dello stesso sesso”.

Sull’affermazione del primo cittadino sul fatto che la città di Chieti non sarebbe meno aperta e accogliente delle altre, Arcigay ricorda un episodio del 2012: “Si fa fatica a credere ad una affermazione che rasenta l'ossimoro, considerando inoltre che assistiamo a tutt'oggi alla latitanza delle istituzioni comunali, a distanza di ben due anni dalla mozione del 6 giugno 2012 “iniziative nel rispetto per la diversità’ altrui in termini di razza, sesso e sue lecite manifestazioni, religione, lingua, opinioni politiche, condizioni personali e sociali”, che a seguito delle aggressioni omofobe di qualche settimana prima, impegnavano sindaco e giunta “a promuovere un piano permanente e costante di iniziative”. Impegni che, sottolinea ancora Minetti, sono stati disattesi.

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