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Nomina Di Pietro alla Asl, nuovo esposto da Febbo

Il presidente della Commissione di vigilanza chiede l'accesso agli atti. Sul project financing: negato il verbale della riunione del 20 maggio

Nuovo esposto da parte del presidente della Commissione di Vigilanza Mauro Febbo contro la nomina del direttore amministrativo della Asl Sabrina Di Pietro e il project financing per il nuovo ospedale di Chieti, che necessita del parere dalla struttura che fa capo alla dottoressa Di Pietro.

Ad aprile Febbo aveva evidenziato che la dottoressa Di Pietro non aveva i requisiti per ricoprire il ruolo di direttore amministrativo della Asl di Chieti: si richiedeva, infatti, un laureato in discipline economiche o giuridiche, con meno di 65 e almeno 5 anni di qualificata direzione tecnica o amministrativa in enti o strutture sanitarie pubbliche o private di media o grande dimensione. La stessa, peraltro, è impegnata in prima persona nella definizione del ‘project financing Maltauro’, per la realizzazione del nuovo ospedale.

“A supporto della mia denuncia  - ha ricordato Mauro Febbo in conferenza stampa a Chieti – esiste il dispositivo del gip del tribunale dell’Aquila dal quale si evince chiaramente e inequivocabilmente che la dottoressa Di Pietro non ha i requisiti per ricoprire il ruolo di direttore amministrativo. Scoppiato il caso, il direttore Flacco l’11 giugno si appresta a dichiarare a mezzo stampa che esistono i pareri legali, che la Asl ha fatto il suo dovere e di aver firmato la risposta fornita alla Corte dei Conti che aveva chiesto chiarimenti mentre la Procura indaga per un’ipotesi di abuso d’ufficio. A quel punto, chiedo a Flacco di fornirmi la documentazione ovvero i pareri legali a cui faceva riferimento  e contezza circa la ipotetica parcella del professionista che avesse redatto il parere. La risposta arriva dopo ben 16 giorni, cioè ieri 29 giugno, e ha davvero dell’incredibile: la mia richiesta “non è motivata da alcun interesse ed è formulata in termini generici” ma la parte finale è scandalosa con Flacco che dichiara come “il parere legale è stato redatto e rilasciato in favore della dottoressa Di Pietro” ovvero è stata lei a chiederlo a un avvocato e a consegnarlo alla Asl che lo ha acquisito. Siamo alla più totale illogicità: i vertici aziendali non solo non verificano l'attendibilità di quanto attestato ma assumono come parere quello della parte “incriminata” senza che loro muovano alcunché”. 

Alla luce di quanto accaduto, Febbo annuncia che lunedì mattina chiederà negli uffici della Asl l’accesso agli atti. “Qualora mi fosse negata ancora una volta la documentazione non esiterò a chiamare le forze dell’ordine per esercitare il mio diritto – dice - nel frattempo provvederò a integrare la documentazione già presentata a Procura e Corte dei Conti”.

NUOVO OSPEDALE - Ma sotto la lente del presidente della Commissione di Vigilanza non c’è solo la nomina del direttore amministrativo, ma anche il project financing del nuovo ospedale sul quale Febbo sembra aver riscontrato gravi omissioni.

“Dopo aver riscontrato numerose difficoltà (impiegando quasi un mese) nell’acquisizione della Delibera – aggiunge ancora il presidente della Commissione di Vigilanza - abbiamo appurato dalla stampa che il 20 maggio scorso il presidente D’Alfonso aveva indetto una riunione con l’obiettivo di velocizzare e concludere i tempi delle procedure amministrative per la realizzazione del nuovo ospedale. Ebbene a oltre un mese dalla mia prima  richiesta del 23 maggio, riproposta il 23 giugno, incredibilmente non sono ancora riuscito a ottenere il verbale di questa riunione. Questo modo inqualificabile e illegittimo di agire e di secretare gli atti da parte di questo Governo Regionale ha ormai raggiunto e superato qualsiasi limite della decenza e della tollerabilità per cui mi vedo costretto anche in questo caso a rivolgermi alla Procura della Repubblica per far valere e tutelare i diritti che costituzionalmente vengono assegnati ai consiglieri regionali”. Febbo in conclusione si chiede “Perché non è possibile conoscere i contenuti della riunione? Per quale motivo  devono rimanere segreti? E perché la questa difesa ostinata della dottoressa Di Pietro che proprio in qualità di direttore amministrativo sul project financing dovrà esprimere un parere?”.  

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