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"No al rinnovo delle autorizzazioni all'ex Seab", M5S chiede tutele a sindaco e Regione

Il prossimo 20 aprile la Conferenza dei Servizi. Marcozzi: "Di Primio non trascuri la richiesta di salute e sicurezza che proviene dai nostri concittadini"

No al rinnovo delle autorizzazioni di impianti pericolosi. Lo chiede il M5S alla vigilia della Conferenza dei Servizi, che si terrà il prossimo 20 aprile, riferendosi all'ex Seab di Chieti Scalo, oggetto di ripetuti incidenti.

“E’ inaccettabile che si continui a far operare imprese in maniera così disinvolta in un campo così delicato come quello del trattamento dei rifiuti - sostengono la consigliera regionale Sara Marcozzi e i consiglieri comunali Ottavio Argenio e Manuela D’Arcangelo - Troppi gli incendi all’interno dell’azienda. L’autorizzazione decennale dell’impianto è scaduta a dicembre 2016 e l’azienda continua a lavorare in regime prorogatio in attesa che le venga rilasciata nuova autorizzazione in sede di Conferenza dei servizi. Visti i precedenti preoccupanti, chiediamo che Regione Abruzzo, di concerto con Arta e Comune di Chieti, predisponga un’istruttoria per arrivare a esprimere la ferma volontà di non rinnovare le autorizzazioni”. 

L'elenco degli episodi che, come ricordano i 5 Stelle, hanno minato la sicurezza e la salute dei cittadini di Chieti e delle aree limitrofe è lungo. Quelli più importanti: "il 18-19 luglio 2009 un devastante incendio, con fumi fino a Ortona, spento solo dopo tre giorni di lavoro da parte dei Vigili del Fuoco; il 22 maggio 2010 bruciava una struttura in plastica; il 19-20 dicembre 2011 andava in fiamme un deposito di plastica compressa e in quella occasione intervennero sette squadre di Vigili del fuoco; il 14 novembre 2012 a fuoco andarono i rifiuti indifferenziati di plastica e cartone e l’incendio venne spento grazie all’intervento di 4 autobotti; l'ultimo in ordine di tempo è stato l’incendio dell’11 marzo 2017". INCENDIO EX SEAB: VIDEO

L'appello ora è alla Regione Abruzzo, affinchè "non rinnovi l’autorizzazione alla luce dell’art. 29 decies del codice dell’ambiente, ossia per quelle che sembrano reiterate violazioni che determinino situazioni di pericolo o di danno per l'ambiente" e al sindaco Di Primio, "nella sua qualità di massima autorità sanitaria della città, di formalizzare e depositare in Conferenza dei Servizi il suo parere negativo al rilascio della nuova autorizzazione per motivi di tutela della sicurezza e della salute pubblica”.

“Ad oggi – conclude Sara Marcozzi – non è pervenuta in regione alcuna osservazione da parte del Comune di Chieti, spero che il sindaco Di Primio non trascuri la richiesta di salute e sicurezza che proviene dai nostri concittadini”

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