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Febbo replica a Pettinari: "Nessun nuovo centro commerciale, solo tutela dei lavoratori"

L'assessore regionale puntualizza che le modifiche al Testo Unico al Commercio devono ancora arrivare in consiglio

 "Posso assicurare che le modifiche apportate al Testo Unico al Commercio non permetteranno nessuna nuova apertura di centri commerciali e devono ancora approdare in consiglio regionale come tutte le nuove norme". La rassicurazione arriva dall'assessore regionale alle Attività Produttive, Mauro Febbo, dopo la polemica sollevata dal consigliere del Movimento 5 stelle Domenico Pettinari.

"Le modifiche - spiega - si sono rese necessarie per gestire le conseguenze occupazionali derivanti dalla contrazione della media e grande distribuzione. Basta ricordare le vertenze prima di Mercanone Uno ed adesso quella di Auchan, dove preoccupano la sorte di ben 420 dipendenti distribuiti tra le province di Chieti, Pescara e Teramo". 

Febbo precisa che "le nuove norme si limitano a concedere solo la possibilità a chi rileva un centro commerciale in dismissione, unitamente al ramo d’azienda occupazionale, di operare in condizione di legittimità. Infatti nell'articolato troviamo la parola 'riutilizzo' degli stabili dei centri commerciali chiusi. Questo significa tutelare i lavoratori. Inoltre, è nota la mia attenzione per la tutela dei piccoli commercianti e sopratutto la mia contrarietà all'apertura di altri nuovi centri commerciali. Tuttavia - rimarca l'assessore - in un momento di grave crisi economica corre l’obbligo prevedere forme di tutela per chi è occupato nella grande distribuzione e rischia di perdere posto senza sbocco lavorativo".

"Tengo a precisare che la vera strategia sarà evidente nel momento in cui presentiamo il nuovo piano del commercio in cui non ci saranno scappatoie o possibilità di desertificare il piccolo commercio. Ho ereditato una regione con la più elevata superficie di centri commerciali d’Italia. Devo tutelare i loro lavoratori, ma al contempo sviluppare il piccolo commercio in cui ho sempre creduto. Pertanto - conclude Febbo - invito a leggere bene le modifiche presentate, prima di lanciare ipotesi senza senza senso e alcun fondamento normativo".

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