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Modifiche al Testo unico del commercio, Smargiassi: "Da Febbo nessuna rassicurazione"

Dopo Pettinari, anche il presidente della commissione Vigilanza si inserisce nel dibattito e accusa la giunta di voler favorire i centri commerciali, a scapito delle piccole attività

"Non ci convincono le rassicurazioni dell’assessore Febbo in merito alla delibera di giunta sulle modifiche al Testo Unico del Commercio". Anche il presidente della commissione Vigilanza Pietro Smargiassi interviene nel botta e risposta tra il collega del Movimento 5 stelle Domenico Pettinari e l'assessore regionale sulle modifiche al Testo Unico del commercio.

Per Smargiassi, la delibera approvata in giunta "è un atto che impedisce alle opposizioni di svolgere il proprio compito e che penalizzerà l’economia abruzzese, al di là degli slogan o delle promesse. La modifica all'articolo 146, che attualmente vieta nuovi insediamenti di centri commerciali almeno sino al prossimo 31 dicembre 2021, così come concepita offre la possibilità di sfruttare gli spazi di ex grandi strutture di vendita che hanno cessato la loro attività”.

Smargiassi accusa la giunta Marsilio di voler "modificare l'articolo 146, che rappresenta un baluardo contro l'apertura di nuovi centri commerciali. La cosa più triste è che mentre il Governo Nazionale appronta misure per aiutare le piccole realtà imprenditoriali e artigiane, fortemente penalizzate dalle chiusure disposte a causa del diffondersi del Covid 19, Marsilio ed i suoi assessori aprono alla possibilità di nuovi insediamenti di grandi strutture che darebbero un ulteriore colpo mortale ai piccoli negozianti, che attualmente rischiano di non riaprire la propria attività. Insomma, l’ennesimo favore alle multinazionali a discapito della piccola e media impresa, vero tessuto economico del nostro territorio".

L'esponente pentastellato assicura che, insieme ai colleghi del gruppo, "come già accaduto in passato saremo in prima linea contro questo ennesimo tentativo di favorire l'insediamento di nuovi ed inutili centri commerciali".

"Siamo fortemente convinti - conclude - che la ripresa economica, post Covid 19, debba puntare sulla piccola economia, sulle piccole realtà Made in Italy e non sulle grandi multinazionali, capaci solo di spostare capitali all’estero, magari verso quelle nazioni che oggi ci sbattono la porta in faccia. Marsilio e i suoi assessori non saranno i carnefici dei piccoli negozi di quartiere ai quali noi del Movimento 5 Stelle da sempre mostriamo vicinanza e sostegno economico attraverso il taglio dei nostri stipendi”.

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