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La mensa scolastica non parte, le opposizioni incalzano il Comune: "Preoccupati per bambini, famiglie e lavoratori"

Non si placano le polemiche nei confronti dell'amministrazione comunale

Il servizio mensa non parte a Chieti e non si placano le polemiche nei confronti dell'amministrazione comunale. Dopo che a luglio, il Comune aveva presentato il nuovo gestore del servizio mensa, il Consorzio appalti italia, nel frattempo, però, è stato presentato ai giudici amministrativi un ricorso sull'aggiudicazione della procedura di appalto.

Il Comune ha autorizzato il "panino", rigorosamente mangiato in aula per il protocollo anti Covid in attesa della decisione del tribunale amministrativo, l'ente ha deciso di tenere in sospeso l'avvio del servizio, con l'auspicio "di rendere operativo al più presto, qualora i giudici amministrativi si esprimano positivamente in merito alla procedura".

Una scelta che non è stata accolta certo con favore: dopo le polemiche sulle tariffe per i non residenti che usufruiscono della refezione scolastica, ora centinaia di famiglie lamentano scarsa trasparenza da parte del Comune. Ma soprattutto, sul fronte pratico, mamme e papà devono organizzarsi per riuscire a garantire la preparazione del pasto ai propri figli, con le indicazioni fornite dagli istituti scolastici, aggiungendo un impegno ulteriore alla già densa routine quotidiana. La decisione

I consiglieri comunali di Fratelli d'Italia, Carla Di Biase, Giuseppe Giampietro e Roberto Miscia parlano di "un disastro dopo l'altro. Questo è lo scenario a cui, purtroppo ahinoi, questa amministrazione ci ha abituati e ridotti. Ora tocca al servizio mensa o per meglio dire alla gravissima mancanza di erogazione di questo importantissimo servizio. Leggendo le parole del sindaco e dell'assessore Giammarino  sembra che vivano su un altro pianeta. Mentre si parla di visione di città questa amministrazione non è capace di garantire i servizi essenziali, nello specifico oggi siamo di fronte alla mancata partenza del servizio mensa. A farne le spese alunni e genitori, vittime di incapacità amministrativa  e valutazione errate delle tempistiche e,  soprattutto,  di un affidamento frettoloso e di scelte scellerate".

I consiglieri di opposizione sottolinano come "oltre al disservizio non sono stati in grado, nonostante l'avvicinarsi della data prevista, di trovare e mettere in campo soluzioni alternative. Al danno segue, inoltre,  la beffa. Alla mancanza di servizio sono corrisposti al posto di ristoro e comprensione,  un aumento delle tariffe, giustificato da sindaco ed assessore con la manovra di riequilibrio. Il pre dissesto, ricordiamo loro,  è una scelta politica non obbligata, alla quale il sindaco s’è dovuto piegare per tenere insieme la coalizione e a farne le spese sono i cittadini, che assisteranno, sempre di più, a tagli sul sociale e ai servizi essenziali, ad un indiscriminato aumento delle tasse. Oltre che per i bambini e le loro famiglie, siamo preoccupati per i lavoratori che vivono con incertezza e preoccupazione la vicenda, in un momento di così grave crisi economica".

Sul caso interviene anche il consigliere Maurizio Costa (Forza Chieti) che "sulla confusione della gara d'appalto delle mense"  ricorda che lui nel mese di febbraio aveva "inviato gli atti all Anac ma non ho ancora ricevuto risposta. Secondo me - dice Costa -  ci sono dei presunti errori, altrimenti non ci sarebbe stato ricorso al Tar che ancora oggi non riesce a pronunciarsi. Ma la cosa grave -  aggiunge il consigliere - e che i sindacati solo latitanti considerando che i  dipendenti di Ladisa, vecchio gestore dell'appalto mense, da due mesi sono senza stipendi e non possono accedere agli ammortizzatori. Un dramma sociale lasciare circa 40 dipendenti senza stipendio".

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