Martedì, 18 Maggio 2021
Politica

Mensa ospedaliera sotto la lente di ingrandimento: cibo preparato a Pescara, stipendi ridotti e appalto al ribasso

Il presidente della Commissione di Vigilanza interviene su quello che definisce lo scandalo dei contratti. "Disatteso il capitolato d'appalto, mortificati lavoratori e pazienti"

La gara d’appalto vinta al ribasso del -5,82% (dalla ditta vincitrice RTI Dussman e Servizi Integrati), la riduzione degli orari di lavoro con conseguente abbassamento dello stipendio, i pasti prodotti attualmente a Pescara. Sono tanti i dubbi sul nuovo servizio di ristorazione all’ospedale di Chieti del presidente della Commissione di Vigilanza Mauro Febbo che sul tema questa mattina ha convocato una conferenza stampa al caffè Vittoria, con i consiglieri comunali e provinciali di Forza Italia Emiliano Vitale, Stefano Maurizio Costa e Marco D’Ingiullo. 

Per quanto riguarda il personale della mensa ospedaliera, la RTi vincitrice della gara d’appalto indetta dopo anni per il servizio di ristorazione per i pazienti dei presidi ospedalieri della Asl 02 “ha assorbito, così come prevedono le norme, il personale che già lavorava per il servizio mensa applicando consensualmente una prima riduzione degli orari di lavoro, per gli addetti alla cucina, da 24 a 20 ore settimanali mentre per i cuochi si è passati da 36 a 30 ore settimanali – ha evidenziato Febbo - Ma non è tutto perché nel mese di dicembre l’azienda ha inviato una raccomandata ai dipendenti per comunicare unilateralmente il cambio del contratto di lavoro, portato dal Ccnl turismo – commercio al secondo livello del contratto nazionale delle imprese di pulizie ma soprattutto una drastica e insopportabile riduzione delle ore di lavoro settimanale da 20 a 7 ore per gli operatori della mensa: una cosa assurda, in pratica i lavoratori lavorano 1 ora e mezza a giornata peraltro senza la possibilità di poter programmare nulla perché gli orari vengono comunicati giorno per giorno. Inoltre, la variazione del Ccnl determina anche la riduzione della paga oraria che scende da 7,668 a 6,841 euro, ciò significa che da una busta da paga già ridotta di 750/800 euro mensili si passa alla vergogna di 200 euro. Così come i cuochi che si sono visti ridotti l’orario settimanale da 30 a 15 per uno stipendio che passa da circa 1.200 euro mensili a circa 550 euro ….senza parole”.

Il presidente della Commissione di vigilanza punta perciò il dito contro le esternalizzazioni predisposte dal governo regionale, anche in relazione al project financing per la realizzazione del nuovo ospedale di Chieti, che prevede l’esternalizzazione di 12 servizi per 30 anni

Un altro aspetto sul quale secondo Febbo ci sarebbero non poche ombre riguarda la qualità dei pasti prodotti e serviti: dai 430 pasti giornalieri forniti si è scesi a 230/250 di oggi. “Ciò sta a dimostrare che i pazienti rifiutano un pasto poco gradito, proveniente dall’esterno e non in linea peraltro con la dieta sanitaria. I pasti – dice ancora Febbo - vengono prodotti a Pescara per essere forniti ai presidi di Pescara, Chieti, Guardiagrele e Torrevecchia. La cucina di Chieti è stata chiusa in attesa di ristrutturazione ma del bando per i lavori da mesi e mesi non se ne sa nulla. E anche su questo ci sarebbe da temere per un’altra “espropriazione” territoriale. 
Porrò particolare attenzione sull’intera problematica sia mediante l’intervento della Commissione di Vigilanza sia con ispezioni giornaliere che farò unitamente a personale qualificato, a certificare servizio e qualità offerta. Mi auguro altresì – conclude Febbo - che la Asl 02 attivi le verifiche previste in attuazione e rispetto sia dal capitolato di appalto sia dalle normative vigenti”. 


 

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