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Solidarietà alla Trump, bufera social sul commento dell'assessore Raimondi: "Ha offeso la consigliera Letta"

"Una minorata", scrive l'esponente della giunta Ferrara, ma poi rimuove il commento. Fratelli d'Italia e Lega si infuriano

"Internet non dimentica". È la regola aurea di chiunque si approcci al web e, in particolare, ai social network. Perché screenshot e motori di ricerca conservano ogni più piccolo passo digitale. E a nulla serve cancellare: la memoria della rete è imperitura e i comportamenti virtuali hanno conseguenze anche nella vita reale. 

La cronaca degli ultimi anni è costellata da casi simili. Nel 2019, dodici persone vennero denunciate per commenti offensivi su Facebook. Due anni prima, un vastese era stato condannato per avere offeso la polizia municipale. Nel corso del sui mandato, il sindaco Umberto Di Primio ha querelato molti "odiatori" social per post denigratori molto pesanti nei suoi confronti.

E il fatto rischia di ripetersi, considerato quanto accaduto in questi giorni a Chieti, dove uno scambio di battute su Facebook e un commento offensivo sono rimbalzati fino a diventare un caso politico, che ora rischia di avere conseguenze in un'aula di tribunale. Uno scivolone che ha fatto molto rumore, a maggior ragione perché chi ne è protagonista usa quotidianamente i social network anche per l'attività amministrativa.

Tutto risale a domenica, quando la consigliera del Partito Democratico Barbara Di Roberto condivide sul suo profilo personale la notizia della lettera dell'esponente della Lega Emma Letta, che chiede al sindaco Diego Ferrara di condannare l'epiteto "escort" usato dal giornalista Alan Friedman per definire Melania Trump. Richiesta a cui il primo cittadino risponde dopo poche ore.

Ma il caso non finisce qui. Il post della consigliera Pd viene commentato dall'assessore Enrico Raimondi, si innesca uno scambio di battute tra i due che sfocia nel commento "Una minorata" scritto dall'esponente della giunta teatina, rimosso dopo poco. Il riferimento è al commento subito precedente, sempre di Raimondi: "Una che si candida con la più becera espressione culturale del machismo?", scrive riferendosi alla consigliera Letta. Di Roberto ribatte: "Suo malgrado secondo me. Nonché strumentalizzata a parer mio". Ed ecco che arriva l'epiteto dell'assessore, subito cancellato. 

La rimozione non è sufficiente: gli screenshot della frase elimnata hanno già fatto il giro delle chat di tutta la città e i colleghi di partito della Letta, in particolare Liberato Aceto, si schierano in sua difesa, così come il gruppo consiliare di Fratelli d'Italia. 

Raimondi, sempre a mezzo social, si scusa con la consigliera, spiegando che il messaggio "non era rivolto certamente a lei". "Si è trattato di una leggerezza", puntualizza e si impegna a porgere le sue scuse di persona alla diretta interessata. 

Ma ai consiglieri di centrodestra non basta. In una nota, il coordinamento cittadino di Fratelli d'Italia, tacciano come "grotteschi" i commenti in questione e condannano quanto scritto dall'assessore Raimondi. 

"Un siparietto di cyberbullismo - dicono - messo in atto da un consigliere e un assessore di maggioranza ai danni di una  collega del consiglio comunale, seppur di opposizione, che prima di ricoprire un ruolo nella amministrazione comunale è una donna ed una stimatissima professionista teatina. Chiediamo al signor sindaco, dottor Diego Ferrara, presentato in campagna elettorale quale 'il sindaco gentiluomo', di prendere pubblicamente le distanze dal siparietto che, oltre ad infangare l’onore di una signora, infanga il nome della città di Chieti. Probabilmente i due, visto lo scarso consenso ottenuto alle elezioni, ancora non realizzano che sono in maggioranza, quindi, dovrebbero amministrare una città anziché bullizzare cittadini e/o colleghi sui social network", accusano gli esponenti di opposizione.

Inoltre, Fratelli d'Italia si rivolge al vice sindaco Paolo De Cesare a tutti i consiglieri, chiedendo loro "di esprimere il proprio pensiero e la propria posizione di fronte a tanta arroganza. Questo, sicuramente, non è il cambiamento che ci si augurava e che si sventolava in campagna elettorale. Siamo certi - concludono - che saranno prese le debite distanze da simili comportamenti e gli autori saranno richiamati pubblicamente ad un atteggiamento più lucido e rispettoso nei confronti dei colleghi consiglieri e quindi della cittadinanza".

Il gruppo della consiliare della Lega ha invece inviato una lettera al sindaco Diego Ferrara, commentando come "assurdo, oltre che assolutamente deprecabile", il commento dell'assessore Raimondi. 

"Abbiamo raggiunto ormai una misura ampiamente colma - commentano i consiglieri - questa amministrazione che non si sta distinguendo per grandi capacità amministrative, sta invece facendosi notare per l'attivismo sui social nelle espressioni che utilizzano sulle piattaforme, e con l'aggressività da parte di molti dei suoi componenti. La campagna elettorale è finita da un pezzo, probabilmente l'hanno vinta anche grazie all'uso dei social, ma adesso è bene che comprendano che per amministrare una città si ha bisogno di  idee e capacità amministrative; le mettessero dunque in campo perché questo è il loro compito. In quanto alle offese questo comportamento li autoqualifica". 

Nella lettera al primo cittadino, definiscono "squallido" ciò che è accaduto e scrivono: 

Rimane comunque intollerabile che una sua consigliera usi i social per criticare questa iniziativa, e ancor di più che un suo assessore definisca "minorata" - sempre sui social - la su dottoressa Letta.

Per quanto riguarda l'offesa diretta, sarà la dottoressa se lo vorrà - e noi la sosterremo pienamente - a decidere se agire per vie legali.

Non siamo qui a pretendere da lei le scuse ufficiali della sua amministrazione, l'allontanamento dell'assessore in questione, in quanto non ci accontenteremo di eventuali scuse; perché chi è capace di simili atteggiamenti noi non lo riteniamo degno neppure di essere preso in considerazione e quindi di conseguenza non ci interessa neppure la sua eventuale ammenda.

Restiamo in attesa di una sua consequenziale iniziativa, ma dichiariamo fin da adesso che non tollereremo che questo bruttissimo episodio cada nel vuoto senza conseguenze per chi se ne è fatto protagonista.

La coordinatrice cittadina di Forza Italia, Maura Micomonaco, accusa Raimondi: "Un’uscita gratuita, inopportuna, che mette in evidenza come un personaggio politico non eletto dai cittadini, ma messo al comando di uno degli assessorati più importanti e delicati dell’amministrazione comunale, possa trasudare arroganza e scarsissimo senso di solidarietà".

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