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Crisi al Comune, l'appello: Di Primio e Di Paolo basta litigare!

Monito del vicepresidente del Consiglio Comunale, Alessandro Marzoli alla classe dirigente: "Mentre c'è il rischio concreto di perdere lo status di capoluogo di provincia e si continuano a bruciare posti di lavoro, si perde tempo ad attaccare il vicino di banco"

Una maggioranza ormai litigiosa su tutto: non è certo quello di cui Chieti ha bisogno. Il vicepresidente del Consiglio Comunale, Alessandro Marzoli (Pd), richiama all’ordine l’attuale amministrazione dopo le ultime bagarre.

“Mentre esiste il rischio concreto di perdere lo status di capoluogo di provincia – dichiara - si continuano a bruciare posti di lavoro, solo da ultimo con la vicenda Sixty, e il bilancio cittadino è in gravissimo pericolo, chi guida la città di Chieti non trova niente di meglio da fare che occupare il proprio tempo per attaccare il suo vicino di banco e collega amministratore. E anche un gesto simbolico e apprezzabile come la riduzione dello stipendio da parte di un assessore diventa motivo per brutalizzare la scena politica cittadina con accuse reciproche”.

Marzoli ricorda che da diverse settimane l’amministrazione Di Primio è ferma. “L’ ultimo Consiglio Comunale – continua - risale a fine settembre, la V^ Commissione Cultura e Turismo non si riunisce più, con un silenzio assordante sui programmi del Teatro Marrucino, sulle manifestazioni natalizie, sulle iniziative per sviluppare il turismo, sul recupero della biblioteca De Meis e sulla destinazione dei contenitori vuoti della città”.

E provoca: “Se non fosse per la buona volontà di alcuni amministratori e dipendenti comunali che lavorano quotidianamente con impegno si potrebbe tranquillamente affermare che il Comune di Chieti è stato chiuso. Quando riaprirà? La nostra città è in cerca di vocazione, di speranza e di rilancio e chi ha avuto un ampio mandato elettorale per guidarla non può permettersi di concentrare le proprie energie per delegittimare e indebolire il proprio collega, con il Sindaco che toglie e restituisce le deleghe”.

Il messaggio allora è chiaro: basta litigare! Si lavori per la città!

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