Trasporti, Marzoli (Pd): "Con la fusione Chieti rischia di perdere l'Arpa"

Il vicepresidente del consiglio comunale si schiera contro la legge Morra e appoggia una fusione per incorporazione che eviterebbe di spostare la sede operativa dal capoluogo teatino. L'appello a Di Primio e Febbo per salvare Chieti

Chieti rischia di perdere la sede operativa dell’Arpa (Autolinee regionali pubbliche abruzzesi). È l’allarme lanciato dal vice presidente del consiglio comunale, Alessandro Marzoli.

L’azienda dei trasporti è oggi una società a capitale pubblico: il 95,4 per cento detenuto dalla Regione e il 4,6 per cento da altri enti locali. Ma nella Finanziaria 2012 la Regione ha approvato la cosiddetta legge Morra. Questa prevede una fusione delle tre società abruzzesi di trasporto gomma, dunque l’Arpa, la Gtm e la Sangritana. Le aziende hanno sei mesi di tempo per presentare un progetto, poi toccherà al consiglio regionale scegliere il migliore valutando costi e benefici.

Secondo l’assessore regionale ai Trasporti, Giandonato Morra, questa scelta “anticipa la volontà nazionale”. Nel decreto sulle liberalizzazioni, infatti, il Governo consente alle Regioni di affidare i servizi in house, ovvero senza gara pubblica, alle aziende pubbliche o private che si siano accorpate. In più, per Morra Roma premierebbe “le Regioni che abbiano scelto la fusione delle preesistenti gestioni”. Dal punto di vista dell’ideatore, quindi, la nuova legge ha lo scopo di “tutelare il cittadino utente, razionalizzare ed ottimizzare la spesa, potenziare e rendere competitive le gestioni esistenti, mantenere i livelli occupazionali”.

Di tutto altro avviso i sindacati e le dirigenze delle società interessate, che si sono schierati contro la fusione nelle modalità volute dalla Regione, proponendo invece una fusione per incorporazione, ovvero Gtm e  Sangritana all’interno dell’Arpa.  Si eviterebbe in questo modo anche l’inevitabile taglio del personale che una società unica causerebbe: soltanto all’Arpa una 40ina di dipendenti resterebbero senza lavoro.

E anche la città di Chieti ne risentirebbe. Perché perderebbe la sede operativa dell’Arpa, mentre quella di una nuova società verrebbe realizzata altrove. “Il capoluogo teatino – sostiene Marzoli – sarebbe l’unico pesantemente penalizzato da questa riforma della mobilità regionale”.

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Marzoli appoggia la soluzione proposta dalla presidenza dell’Arpa, ovvero una fusione per incorporazione “che consentirebbe alla città di Chieti di mantenere il suo presidio nel nostro territorio”. E lancia un appello al sindaco, Umberto Di Primio, e all’assessore regionale Mauro Febbo in difesa di Chieti, affinché “prendano una posizione chiara sulla materia e magari spieghino ai propri concittadini quali scelte stanno facendo nei palazzi della politica regionale”.

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