No ai rifiuti romani in Abruzzo, Marzoli (Pd): "Chieti non è la pattumiera di altre regioni"

Il governatore vicario Lolli appare possibilista, qualora la richiesta dovesse arrivare dalla sindaca Raggi

Mentre il governatore vicario Giovanni Lolli apre alla possibilità di accogliere in Abruzzo i rifiuti romani, qualora il Comune di Roma dovesse chiedere aiuto e non solo, come è già accaduto, tramite una richiesta dell'Ama, attraverso la Regione Lazio, a Chieti c'è chi dice no. È il consigliere del Partito Democratico Alessandro Marzoli, fortemente contrario alla possibilità di una proroga dell'accordo di trasferimento dei rifiuti capitolini verso gli impianti abruzzesi e in particolare verso quello di Chieti.

Commenta il consigliere di opposizione: 

Non bastavano i pesantissimi aumenti della Tari imposti dal centrodestra a guida del sindaco Di Primio per tutti i teatini, nonché 30mila tonnellate di rifiuti già inviati della sindaca di Roma. Ancora una volta, il senso civico della nostra comunità, da anni impegnata nella raccolta differenziata, rischia di essere calpestato da inaccettabili scelte amministrative, politiche e civiche altrui. Chieti e l’Abruzzo, terra di parchi e passati veleni, hanno già dato a sufficienza. 

Per un periodo limitatissimo e gravemente emergenziale si poteva essere anche disponibili ad aiutare gli altri, e lo siamo stati, ma la nostra regione e la nostra città non possono diventare la pattumiera altrui. L’idea di accettare altre decine di migliaia di tonnellate di immondizia romana sul nostro territorio non può trovare in alcun modo accoglimento da nessuna forza politica.

Non possiamo accettare soluzioni imposte senza che la popolazione ne venga messa a conoscenza con chiarezza, tantomeno su un tema così delicato come quello dei rifiuti. Anche se fosse solo per la lavorazione, il trasporto di tonnellate di immondizia genererebbe comunque un pesante aumento del traffico. 

Diciamo dunque no a nuovi rifiuti dalla capitale, anche se questo significasse perdere guadagno economico per le nostre casse. La salute e il benessere degli abruzzesi verranno sempre prima dei soldi.

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Per questa ragione, come già fatto nel 2012, siamo pronti a tutte le iniziative necessarie a scongiurare un danno alla nostra terra e alla comunità teatina.

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