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Venerdì, 21 Gennaio 2022
Politica

Il presidente Marsilio: "Basta tamponi a raffica sugli asintomatici, lunedì si torna a scuola". Ma anche in zona gialla

Il presidente della giunta regionale, Marco Marsilio, fa il punto al termine della riunione dell'unità di crisi

«Ho chiesto al ministro Gelmini e al ministro Speranza di smettere di fare tamponi a raffica sulle persone asintomatiche».
È quanto dice il presidente della giunta regionale, Marco Marsilio, al termine dell'unità di crisi, tornata a riunirsi oggi a Pescara, per fare il punto sull'esponenziale numero dei contagi che si stanno registrando in Abruzzo e che porteranno la regione, presumibilmente da lunedì e cioè quando sarà firmata l'ordinanza ministeriale, in zona gialla, come da lui stesso confermato, come riferisce l'agenzia Dire.
«Il sistema non regge più in tutta Italia. Le Regioni sono tutte disperate perché è impossibile fare un tracciamento quando i casi sono milioni e le persone da tracciare in una settimana rappresentano praticamente tutta la popolazione italiana. Il problema dei tamponi- ha aggiunto- incide sulla vaccinazione. Non si è in grado di sostenere questa mole di casi positivi, la necessità di tracciamento e fare nello stesso tempo la campagna vaccinale, gli screening, mantenendo anche le attività dentro gli ospedali. Tutte le Regioni hanno sollevato al Governo questo grido d'allarme e noi speriamo che questo dialogo oggi sia servito ad aprire una riflessione con il Cts nazionale per modificare alcune regole e destinare le risorse umane che si liberano da attività inutili se non dannose, lì dove c'è bisogno». 

Poi il presidente della giunta regionale conferma come a scuola si tornerà in Abruzzo il 10 gennaio. Nessuno slittamento come qualcuno paventava, dunque. Marsilio ha riferito come quello dello screening di massa sugli alunni sia stato uno dei temi dell'unità di crisi. L'obiettivo è «setacciare tutti i casi positivi che possono essere trovati con i tamponi antigenici e continuare a lavorare come abbiamo fatto e la Regione Abruzzo è tra le migliori in questo senso, con gli anticorpi monoclonali, cure, terapie e il nuovo farmaco che ci è stato fornito per i casi target. Speriamo che questo possa dimostrare una sua particolare efficacia e cercare di reggere l'onda d'urto di questa variante omicron», conclude il governatore.

Poi Marsilio chiede di rivedere il conteggio dei pazienti positivi al Covid ospedalizzati: «Chi va per altro e viene trovato positivo non impatta sul sistema sanitario». Il ritorno in zona gialla, dice Marsilio confermando che il cambio di colore, visti i numeri, e che presumibilmente ci sarà da lunedì e cioè non appena il ministero firmerà l'ordinanza, cosa che dovrebbe avvenire venerdì, «non fa sostanzialmente nessuna differenza. L'unica è che dentro i ristoranti i tavoli sono più piccoli, cioè con meno persone. Nella sostanza non cambia praticamente nulla. Se il cambio di colore per Marsilio non è determinante, ad esserlo è il criterio di classificazione dei casi positivi che arrivano in ospedale: «Abbiamo chiesto anche di rivedere la classificazione dei casi in ospedale. Abbiamo una percentuale importante di persone, e lo stesso avviene in tutte le regioni, che vanno in ospedale per altre ragioni, ma al tampone risultano positive e vengono quindi spostate nei reparti di malattie infettive e conteggiati nel numero relativo alle soglie di criticità».
Il presidente ricorda che il sistema individuato insieme al Governo era stato pensato «per valutare quanto il Covid impatta sugli ospedali per cui incentrato su quelle persone che ci finiscono per colpa del Covid e non su quelle asintomatiche che vengono scoperte una volta arrivate per ragioni diverse, perché questo non ha incidenza dal punto di vista dell'impatto sanitario».

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