Marrucino senza fondi, Di Gregorio: "Di Primio e Di Stefano non hanno idee"

Alla vigilia della messa in scena di L'elisir d'amore, il consiglio comunale non ha ancora approvato le due delibere sulla variazione di bilancio da 350 mila euro e per anticipare al Teatro i fondi che dovrebbe avere da Regione e Stato

Teatro Marrucino

Alla vigilia della messa in scena dell’opera lirica L’elisir d’amore, in programma per domani (venerdì 23 novembre) il consiglio comunale non ha ancora ratificato le due delibere di giunta che permetterebbero l’allestimento anche del Rigoletto e del Manon Lescaut.

Senza la variazione di bilancio di 350 mila euro e qualora il Comune non anticipasse soldi al Teatro Marrucino, il calendario delle opere liriche sarebbe costretto a bloccarsi. Lo denuncia Riccardo Di Gregorio, consigliere della Federazione della sinistra, che accusa il sindaco e il delegato alla Cultura, Fabrizio Di Stefano di trovarsi “in un guado profondo senza avere la benché minima idea di come uscirne”.

Per il consigliere di opposizione l’amministrazione ha “perpetrato gli errori del passato sul Marrucino inseguendo il desiderio di rivestire un ruolo importante dal punto di vista culturale che la città non solo non ha – lo dimostrano i fatti! – ma che si fatica anche solo ad immaginare”.

“Il Teatro Marrucino- prosegue Di Gregorio - rimane l’emblema di una politica culturale fallimentare tesa all’esclusivo raggiungimento di obiettivi standard per ricevere finanziamenti in qualità di teatro lirico, quando gli enti lirici non esistono più ma esistono solo le fondazioni liriche. Pur riconoscendo gli sforzi di pochi che in questi anni hanno cercato di raddrizzare  la situazione, come il Segretario Generale del Comune di Chieti, Maurizio Di Michele, si è rimasti ancorati all’idea che bisogna a tutti i costi far campare il Teatro”.

La programmazione per poter ricevere i finanziamenti deve essere messa in scena entro il 2012. “Non si può permettere – tuona il consigliere – che il consiglio comunale si abbassi a cotanta inettitudine e superficialità gestionale”. La prova di Elisir d’amore, infatti, c’è già stata, ma i lavoratori non sono ancora contrattualizzati. Per Di Gregorio “ci vorrebbero, come già accaduto in passato, le dimissioni dell’intero consiglio di amministrazione., quanto meno per lanciare un segnale di onestà e correttezza istituzionale.  Ma il Presidente Roccioletti non ci pensa neanche minimamente e invece di chiedere anticipazioni a Ministero e Regione che sono i finanziatori di 450 mila euro come da bilancio previsionale li chiede al Comune che ha già dato la sua quota di circa 500 mila non curandosi dell’irregolarità dell’anticipazione richiesta”.

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“Infatti – precisa Di Gregorio - non sussistono i requisiti previsti dal comma 5 dell’articolo 3 del vigente regolamento dell’istituzione di cui Roccioletti è presidente: in particolare la restituzione della somma, già in parte anticipata, non verrebbe certamente restituita entro il 31 dicembre 2012, come prevede il regolamento, perché la suddetta Istituzione sarebbe costretta ad attendere l’erogazione da parte della Regione e dello Stato che avverrebbe in sede di bilancio consuntivo e, quindi, nel corso dell’anno 2013”.

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