Venerdì, 15 Ottobre 2021
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Manifesti fascisti spuntano in città, l'Anpi: rimozione immediata

Apparsi in centro i manifesti dalla segreteria nazionale Movimento Fascismo e Libertà e del Partito socialista nazionale. Grifone: "E' un reato"

L’Anpi protesta contro i manifesti inneggianti il fascismo apparsi in centro a Chieti e firmati dalla segreteria nazionale Movimento Fascismo e Libertà  e del Partito socialista nazionale. L’invito è ad aderire al MFL-PSN per realizzare “una grande democrazia corporativa” e ridare vitalità al “putrescente sistema partitocratico italiano” si legge. Tutto regolare, nessuna affissione abusiva poiché i manifesti recano il timbro dell’Ufficio Affissioni.  In calce, tutti i recapiti per gli interessati: e-mail, fax, cellulare sia nazionali che della segreteria sud di fascismo e libertà.

Questo atto di fede su sfondo giallo non è certo passato inosservato in città dove, tra guizzi agli occhi e sorrisi compiaciuti c’è chi grida all’apologia di reato. “Questi manifesti – a parlare è Aldo Mario Grifone, Presidente dell’Anpi sezione "Alfredo Grifone" - oltre ad apparire in evidente contrasto con le leggi vigenti, che vietano l’apologia del fascismo e la ricostituzione di un partito ispirato a tale funesta ideologia, è oltremodo offensivo della storia della nostra città che ha pagato un pesante tributo di sangue alla Resistenza ed alla Lotta di Liberazione dal Nazi-Fascismo. La vigilanza democratica – continua - non deve abbassare la guardia di fronte ai rigurgiti di chi cerca di approfittare, in un momento di profonda crisi economico-sociale, di rispolverare con anacronismo ed ignoranza un'ideologia sconfitta dalla Storia e definitivamente messa da parte dalla Costituzione Repubblicana nata dalla Resistenza”.  

L’Anpi teatina chiede dunque alle autorità competenti di valutare se in questi manifesti è ravvisabile ipotesi di reato e nel frattempo provvedere all'immediata rimozione degli stessi. “Sindaco e amministrazione comunale – continua Grifone - provvedano a svolgere un’azione di controllo sull'operato dell'Agenzia affidataria della gestione delle pubbliche affissioni al fine di appurare se siano state rispettate le previste norme e procedure”. L’invito è anche alle forze politiche e sociali, affinché prendano una netta posizione “contro chi vuole riportare indietro l'orologio della storia in spregio ai valori della Resistenza”.

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