Mercoledì, 22 Settembre 2021
Politica

L'acqua finisce al centro del consiglio comunale e l'opposizione chiede di convocare una seduta sul tema

Il sindaco Ferrara, rispondendo a un'interrogazione, spiega che si rivolgerà a Ersi e Regione per trovare una soluzione concreta ai numerosi disagi dei cittadini, ma "senza pugno duro", precisa

Continua a garantire l'impegno dell'amministrazione per risolvere in maniera incisiva l'emergenza idrica il sindaco Diego Ferrara, che stamani è intervenuto in consiglio comunale parlando proprio dell'acqua. 

L'occasione è stata l'interrogazione del gruppo consiliare La Sinistra, illustrata da Silvio Di Primio, che ha chiesto conto delle iniziative per riuscire a superare quello che è diventato un grave problema, con frequenti chiusure programmate (cinque questa settimana), e rubinetti spesso a secco senza preavviso. 

In aula, il sindaco ha ricordato come, nella passata consiliatura, quando sedeva sui banchi dell'opposizione, si oppose al passaggio delle reti all'Aca, a luglio 2017

Intanto, a novembre e dicembre 2016, il Comune accese mutui da 504mila euro e 1.250.000 per opere di risanamento della rete idrica. "Se siano stati fatti questi lavori, non so", ha detto il sindaco in aula, precisando però che, con il passaggio delle reti ad Aca, le somme previste per i lavori vennero cedute nelle casse della società, oltre ai 500.000 euro l’anno circa che il Comune destinava alla manutenzione delle reti idriche.

Sul fronte degli interventi, Ferrara ha spiegato che nell'ultimo incontro con Aca, il 22 luglio, "abbiamo appurato dai vertici che la Spa avrebbe speso una somma di 3 milioni solo sul Comune di Chieti, per interventi sulla rete idrica ammalorata. Chiederemo una specifica puntuale per avere cognizione dell’importanza delle lavorazioni, ma anche degli effetti delle stesse, soprattutto a fronte della situazione di penuria ed emergenza che stiamo registrando in questi mesi. Non sappiamo e non abbiamo la competenza necessaria a stabilire dove finiscano queste perdite, così imponenti, come risulta dai rilievi tecnici svolti anche sul territorio. Visto che non raggiungono le case e le utenze, a tal proposito gireremo ad Aca anche la richiesta di uno studio rispetto all’impatto della dispersione sulla solidità dei terreni, specie quelli a rischio idrogeologico per capire se ci sono correlazioni su cui il Comune deve esercitare ulteriori controlli. Non vogliamo ingaggiare un inutile braccio di ferro con Aca, ma è nostra intenzione risolvere, condividendo anche con altri enti una via per portare a soluzione manutenzioni, alternative e proposte”.

Il sindaco, inoltre, si è impegnato a chiedere all'Ersi (Ente regionale del servizio idrico integrato), che fra le sue funzioni ha proprio quella di controllo e verifica del lavoro dei gestori, "di valutare se ci sono delle inadempienze nel servizio rispetto alle letture degli strumenti di misurazione, come detta il citato regolamento dell’utenza della stessa società incaricata.

Ferrara ha chiarito, una volta per tutte, che il Comune non può fare azioni dirette, se non rivolgersi all'Ersi e chiedere alla Regione un piano di investimenti che sia risolutivo.

"Trasmetteremo all’Ersi anche tutte le segnalazioni che stiamo ricevendo dall’utenza perché vagli la rispondenza del servizio e l’efficacia delle azioni messe in campo dal gestore. Noi ritenevamo già all’epoca che fosse un errore l’affidamento, che tuttavia anche gli investimenti effettuati erano insufficienti, come dimostra la situazione attuale e che l’unica cosa che oggi ci resta da espletare è quella di sollecitare anche una riflessione della regione sull’opportunità di sollecitare investimenti sulle reti idriche anche in vista dei finanziamenti che arriveranno con il piano nazionale di ripresa e resilienza che dedica specifici capitoli allo scopo".

Al via anche un confronto con la Regione, ma con toni costruttivi: "Siamo certi che il braccio di ferro fra enti non riporterà l’acqua nelle case dei cittadini e nelle attività di Chieti che hanno diritto ad averla e ben conoscendo il quadro della situazione ereditata, nonché le competenze e le adempienze del Comune, ci muoveremo perché si arrivi a un tavolo capace di affrontare e risolvere quello che ad oggi oltre a un’emergenza è un disservizio grave”.

Intanto, con un documento protocollato proprio questa mattina, i consiglieri di minoranza hanno richiesto formalmente la convocazione di un consiglio comunale straordinario dedicato proprio alla crisi idrica. La richiesta è firmata da Giampiero Riccardo (Chieti Viva), Bruno Di Iorio (Di Iorio sindaco), Stefano Costa (Forza Chieti), Serena Pompilio (Azione politica), Mario De Lio (Udc). 

Il consiglio comunale ha approvato anche il regolamento per il riconoscimento dei negozi e attività storiche del Comune di Chieti, voluto dall’amministrazione per esaltare la qualità e il valore identitario del comparto commerciale, che rappresenta una voce determinante dell’economia cittadina. Approvazione unanime per il testo che ha avuto un via libera trasversale da parte dei consiglieri di maggioranza e opposizione.

Via libera dell'assise anche alla mozione del gruppo La Sinistra sull’accordo di valorizzazione del museo della Civitella e agli ordini del giorno di De Lio sul programma sperimentale mangia plastica e Valerio Giannini (Chi ama Chieti) sulle strutture abbandonate in città.

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