Sabato, 18 Settembre 2021
Politica

Sull'acqua che manca si scatena il fuoco amico: Articolo Uno contro la maggioranza di centrosinistra

Intanto domani inizia la seconda settimana consecutiva con i rubinetti a secco tutte le notti: in città si distribuisce l'acqua con le autobotti

È ancora polemica sull'acqua, dopo che il sindaco di Chieti Diego Ferrara, di sua iniziativa e con il parere contrario della maggioranza, ha firmato la richiesta di consiglio straordinario presentata dalle opposizioni.

All'inizio della seconda settimana di fila con i rubinetti a secco tutte le notti, è il "fuoco amico" di Articolo Uno a sparare contro il centrosinistra teatino. 

Giustino Zulli, esponente di Articolo Uno, definisce come "ridicolo che chi governa oggi la città pratichi con disinvoltura il giochetto dello scaricabarile. Chi attacca le gestioni precedenti deve dimostrare con i fatti, magari anche esibendo apposite documentazioni scritte, di aver fatto proposte risolutive in questi ultimi anni. Non è andando sempre alla ricerca delle responsabilità di “chi c’era prima” che si risolvono i problemi. Chi dirige deve assumersi, oggi, le sue responsabilità".

Per lui, il consiglio proposto dalla minoranza è utile "per discutere tutti, maggioranza e opposizione, come avviare un processo virtuoso capace di avviare a soluzione, con i tempi tecnici necessari, un problema annoso che coinvolge tutti visto che dal 2005 ad oggi, nel periodo di maggiori difficoltà e problemi, chi era maggioranza è passata all’opposizione per poi tornare in maggioranza e viceversa".

Ecco, allora, l’affondo ad "alcuni esponenti dell’attuale maggioranza" che, accusa, "non solo fino a ieri hanno bacchettato chi ha proposto il consiglio comunale straordinario accusando qualcuno di essere 'alla perenne ricerca di visibilità' come se chi fa queste critiche non fa le stesse operazioni ma oggi, senza alcuna spiegazione, nulla hanno ancora detto sul fatto che il consiglio si farà, addirittura con l’avallo del sindaco. Così facendo - conclude - si consente alle attuali opposizioni di segnare un rigore a porta vuota". è un treno che non ripassa e su cui bisogna salire, condividendo con il territorio la rotta".

Anche il Partito Democratico dice la sua sulla carenza idrica, esortando la Regione Abruzzo a "uscire dal suo immobilismo e fare la sua parte di coordinamento e programmazione delle azioni e delle risorse da destinare all’emergenza idrica", dicono la vice segretaria regionale Chiara Zappalorto, attuale assessora della giunta Ferrara, e il segretario provinciale Gianni Cordisco. 

"Solo mettendo insieme enti, tecnici e progetti - aggiungono -si possono alleggerire i disagi che la popolazione sta vivendo, quest’anno come non mai, a causa della mancanza dell’acqua. Per intervenire servono tutte le risorse possibili, ma è indispensabile fare il punto sul lavoro fatto, quello in corso e quello da fare e sulle priorità da cui partire. Senza un quadro realistico della situazione non si va da nessuna parte, restando inerti l’emergenza si cronicizza e paralizzerà via via anche altri sistemi, da quello produttivo a quello turistico e ambientale. Siamo ancora in tempo per cambiare passo, ma è la Regione che deve dare l’avvio a questo processo”

“Mentre l’Aca e la Sasi, annunciano nuove chiusure del flusso fino alla fine di agosto, noi dobbiamo ancora capire a che punto siamo e dove stiamo andando –proseugono – e soprattutto cosa la Regione sta programmando sul tema risorsa idrica all’interno della proposta per il Pnrr, visto che questo documento dedica una sezione corposissima all’argomento. A gran forza chiediamo di investire i fondi e dare seguito a quanto già disposto dalla giunta D’Alfonso che aveva avviato interventi sul sistema, partendo dalla depurazione, un patrimonio rimasto unico, perché non ci risultano né programmazione, né interventi da parte di quella Marsilio, nonostante sia chiaro da tempo che quello dell’acqua sarà il tema centrale per i prossimi anni. Noi chiediamo a questa Regione di investire il più possibile, di decidere dove e come impiegare le risorse affinché un bene primario venga assicurato a tutti e non venga sciupato. Bisogna farlo, perché la mancanza di acqua blocca economia e turismo, oltre ai servizi essenziali alle famiglie ed è quindi indispensabile agire con gli interventi già messi in campo, affinché anche i tempi si riducano. Si ripristino le risorse in origine stabilite dal Masterplan, ma poi deviate verso altri progetti, se ne aggiungano altre, cogliendo la straordinaria opportunità posta dal Pnrr, che è un treno che non ripassa e su cui bisogna salire, condividendo con il territorio la rotta".

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