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M5S al Governo: "Commissariate l'Abruzzo"

La richiesta al premier Gentilon. Sara Marcozzi: “Disastro dei conti nella regione di Luciano D’Alfonso, rendiconti fermi al 2012 e paralisi della macchina amministrativa”

Commissariare l’Abruzzo: è la richiesta al Governo firmata dal M5S regionale che si appella all'articolo 120, comma secondo della Costituzione Italiana chiedendo che il presidente Gentiloni si sostituisca agli organi di Regione.

"Sono ben 11 gravi negligenze contabili che vedono la Regione Abruzzo operare contro i principi di legalità. Una situazione non più tollerabile su cui viene chiamato in causa direttamente il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni per chiedere, tramite missiva formale, il commissariamento del Governo D'Alfonso e salvare l'Abruzzo dall'inefficienza che sta devastando la Regione. Sembra di rivivere gli anni precedenti al commissariamento della sanità causata da Del Turco. Non hanno imparato nulla" dicono i cinque consiglieri pentastellati Marcozzi, Mercante, Pettinari, Ranieri e Smargiassi in conferenza stampa "Per questa ragione, abbiamo deciso di investire del gravoso problema direttamente la presidenza del Consiglio dei Ministri".

“Siamo il peggior esempio d’Italia - continuano i 5 stelle - nessun Governo regionale ha operato peggio di quello di Luciano D’Alfonso che, seguendo il cattivo esempio ereditato dal precedente esecutivo di centrodestra guidato da Gianni Chiodi, ha fatto sprofondare l’Abruzzo in questa grave situazione di incertezza e instabilità. Lo dicono i fatti, i documenti e lo dice la Corte dei Conti. E’ ora che ne prenda atto anche lo stesso presidente”. I 5 Stelle evidenziano anche che la mancata approvazione dei rendiconti e il mancato riaccertamento straordinario dei residui attivi e passivi con la consequenziale incapacità di determinare l’esatto ammontare del disavanzo d’esercizio non hanno ancora permesso la costituzione di un piano di copertura pluriennale relativo all’eventuale e probabile maggiore disavanzo d’esercizio derivante dal riaccertamento straordinario dei residui.
 
"Omissioni reiterate nel tempo che oggi hanno prodotto un blocco dell’amministrazione con l’incapacità di ulteriore indebitamento di Regione Abruzzo - concludono - causata proprio dalla mancata approvazione dei rendiconti, che pare vedere la Giunta D’Alfonso, anziché impegnata a sanare con celerità le situazioni su descritte, protesa a superare i limiti all’indebitamento per investimenti attraverso il ricorso alle procedure di finanza di progetto, notoriamente nocive per le casse pubbliche. Pensiamo alle condizioni dei nostri ospedali, ci sentiamo ripetere che non ci sono i soldi per migliorarli, ma i soldi non ci sono per l’incapacità di mettere il bilancio in ordine di questo governo che poi vorrebbe regalarne la costruzione e la gestione al privato, arrecando alle casse regioni persino un aggravio di costi. E dal primo maggio, ai limiti sull’indebitamento si aggiunge il il divieto di assunzioni di personale a qualsiasi titolo, fino a quando non abbiano adempiuto all’approvazione nel rispetto dei termini dei bilanci di previsione, dei rendiconti e del bilancio consolidato. Questa misura potrebbe pregiudicare la funzionalità di alcuni dipartimenti e uffici e dunque peggiorare i servizi per i cittadini abruzzesi”.
 

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