L’altra Chieti: l'insostenibile situazione della problematica casa a Chieti

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

Dopo le vicende degli ultimi giorni la situazione dell’assegnazione delle case a chi è in emergenza abitativa a Chieti sta assumendo toni, nello stesso tempo, assurdi, grotteschi e drammatici con una sostanziale immobilità dell’Amministrazione comunale a fronte della drammatica situazione abitativa con cui convivono molti sfortunati concittadini costretti a vivere in automobile, nelle cabine telefoniche, nei vani di ascensore, o i più “fortunati” ospiti di associazioni in locali privi di riscaldamento, acqua calda e senza  nessun mobilio.

Non c’è che dire, questa Amministrazione sulla “problematica casa” sta offrendo il meglio di se.  E speriamo che non vada oltre !!!
Dopo aver sopportato e “supportato” per oltre tre anni un assessore UDC assurto alle cronache nazionali (altro primato della Giunta Di Primio) per il noto scambio “sesso – casa” questa Amministrazione ormai da oltre nove (9) mesi non riesce a redigere, se non errori madornali che la inficiano, una graduatoria valida per assegnare quelle tante case  non occupate a cittadini che letteralmente non hanno un tetto dove ripararsi.
E’ una vergogna immane che coinvolge tutto l’apparato politico e amministrativo di questa maggioranza cittadina !
Se a ciò aggiungiamo che tutte le strutture caritatevoli della Città e dei dintorni sono strapiene e non hanno più alcuna possibilità di ospitare i numerosi senzatetto e che, dulcis in fundo, il Comune di Chieti   fa sapere (per esplicita ammissione dell’assessore ai servizi sociali) che in cassa non c’è neanche un centesimo per ospitare in strutture private (i pochi alberghi che mettono a disposizione stanze vogliono essere pagati in anticipo ed in contanti perché sanno che altrimenti questa Amministrazione non li pagherà !!!) la situazione cittadina è veramente drammatica ed al collasso.

Ma a giudicare dalla “inoperosità” della Giunta pare che il problema Casa non esista tant’è che si fanno inaugurazioni a tutto spiano (compresa la famosa fontana) per riaccaparrarsi consensi elettorali evitando di affrontare e risolvere problemi gravi come appunto quello della casa.
Eppure è sotto gli occhi di tutti la maniera clientelare di come sono state assegnate le case negli ultimi anni, molto spesso a chi non aveva alcun requisito se non quello di far parte di certi “entourage” politici (e qui ritorna in ballo l’UDC) o addirittura di essere dipendenti degli Enti che assegnano case.
Una Amministrazione seria in quasi cinque anni di governo della città avrebbe sicuramente fatto un censimento delle abitazioni, avrebbe verificato i requisiti ed i redditi degli occupanti, avrebbe sicuramente preso conoscenza dell’importo dei canoni e verificato  oltre che la congruità degli stessi anche se sono pagati oppure no, avrebbe  certamente predisposto un Piano Casa organico, seppur con limitate risorse, per poter gestire in maniera trasparente una problematica seria come quella abitativa.
Ma stiamo parlando di altro e non certo dell’attuale Amministrazione con un Sindaco che come unico problema da mesi a questa parte, ha solo quello della sua agognata ricandidatura per poter continuare ad aggravare (se possibile ???) tali problematiche.
Né bisogna, a tal punto, sottovalutare le norme introdotte a livello nazionale che inaspriscono notevolmente le misure anti – abusivismo e che vanno dal divieto di richiedere la residenza e di allacciare acqua, luce, gas a quanti (e ce ne sono anche a Chieti) occupano una casa pubblica anche se vuota da anni e anche se in stato di estrema necessità, oltre a impedire loro l’iscrizione nelle liste di assegnazione delle casa popolari per almeno cinque anni.
Questa misura porta la firma di Alfano e Lupi, guarda caso due referenti nazionali del sindaco Di Primio e del suo partito NCD ma con l’avvallo della maggioranza in Parlamento e la esplicita approvazione del premier Renzi.
Ma siccome al peggio non c’è mai fine è in discussione in Parlamento  anche una proposta di legge, sempre del Ministro Lupi, che prevede la dismissione (vendita all’asta) del patrimonio residenziale pubblico e specificamente degli alloggi popolari (ex IACP, Comuni, ATER ecc) per circa 800.000 alloggi in tutta Italia senza specificare in alcun modo che fine faranno gli attuali assegnatari di queste case.
Su questo argomento torneremo successivamente ma serve a chiarire ed a comprendere quale sia la “mission” di questi amministratori che, compreso il nostro sindaco  ed i suoi amici,  del problema casa se ne fanno un baffo.

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