Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Politica

Soppressione province, Di Giuseppantonio: "Perderemo circa 4 mila posti di lavoro" INTERVISTA

Intervista di Cristiano Vignali (comitato Chieti Provincia) al presidente della Provincia di Chieti e vicepresidente dell'UPI, Di Giuseppantonio, sugli emendamenti parlamentari presentati negli ultimi giorni e sulla necessità di tagliare la spesa pubblica iniziando dai carrozzoni regionali e parlamentari

Cosa è stato detto il 6 dicembre a Roma quando lei è stato in Parlamento e all'Unione Province Italiane per discutere del riordino delle province? Ci sono a tal proposito delle novità?

Ho incontrato in Commissione Affari Costituzionali del Senato alcuni senatori del mio partito (l'UDC), tra cui il capogruppo D'Alia a cui ho esposto ulteriormente l'ingiustizia che è stata fatta in questa regione dove è stato di fatto cancellata una provincia, quella di Chieti, che rispetta tutti i requisiti territoriali e demografici, e ho sottolineato come, secondo me, l'operato del Comitato delle Autonomie Locali e della Regione Abruzzo, penalizzano una città ed un territorio che meriterebbero di avere ancora i servizi della provincia e gli uffici decentrati dello Stato.

Ha delle novità sul voto in Senato e sulla crisi del Governo?

No, non ho nessuna novità in particolare rispetto a quelle che si sentono sugli organi d'informazione, ho partecipato il 6 dicembre alla riunione dell'Unione Province Italiane e posso ben dire in qualità di vicepresidente dell'Upi che a causa delle pressioni degli enti territoriali sul governo, questo decreto subirà delle modifiche; anche se è comunque giusto ridurre il numero delle province italiane, non posso non sottolineare l'ingiustizia fatta in questa regione, perciò mi auguro e credo che l'Abruzzo possa tornare ad avere tre entità provinciali, perché noi con la riduzione degli organici della spending review perderemo circa 4 mila posti di lavoro; quindi, questa regione, in un momento di crisi come questo, nonostante avesse la possibilità di mantenere 3 province, ha perso l'opportunità di mantenere migliaia di posti di lavoro, ma, anche, di garantire migliori e maggiori servizi ai cittadini. Pertanto, questo governo tecnico, per cercare di risanare i conti in rosso di questo Paese, non ha fatto altro che ridisegnare le circoscrizioni provinciali e gli organi decentrati che ne sono collegati in base a questi due principi, e l'Abruzzo sta perdendo l'opportunità di partecipare al risanamento dell'Italia, salvando tre circoscrizioni provinciali anziché due.

Secondo lei questo decreto sul riordino delle Province verrà affossato, oppure, verranno apportate delle modifiche in fase di approvazione?

Sicuramente ho il sentore che verranno apportate delle modifiche, in primis mi auspico quella sul numero delle circoscrizioni provinciali abruzzesi da due a tre, anche se c'è già la forte probabilità, secondo le ultime notizie, che il Governo Monti cada presto e che il decreto sul riordino delle Province anziché essere convertito in legge, venga definitivamente affossato.

 Cosa si sente di dire ai teatini e ai cittadini della Provincia di Abruzzo "Citra",  ( antica denominazione della Provincia di Chieti )?

Intanto, di essere orgogliosi di questo ente che noi abbiamo ereditato con una marea di problemi e di debiti e che stiamo applicando la spending review da tre anni e che fra qualche giorno presenteremo i dati: abbiamo azzerato tutti gli sperperi e stiamo cercando di coprire i debiti per poter ripartire e fare degli investimenti, anche se siamo in difficoltà perché oltre i muti abbiamo debiti contratti per delle operazioni finanziarie per circa 140 milioni, a cui si sono aggiunti i tagli pesantissimi del governo pari ad oltre 10 milioni di meno in tre anni; però l'operazione di riduzione della spesa sta portando ad un leggero miglioramento,anche se purtroppo qui i debiti escono fuori quasi quotidianamente. Inoltre, mi sento di dire ai cittadini che bisogna difendere una entità che ha una storia, una economia, una intraprendenza che non può essere cancellata da un decreto.

Non pensa che i tagli ai costi della politica e alla spesa pubblica dovevano essere fatti prima di tutto a livello parlamentare e regionale?

Certamente, io credo,  che le Province sono state poste come agnello sacrificale per evitare di parlare di altre cose che in questo Paese non possono essere più tollerate, come ad esempio: i 7000 consorzi, enti, unioni, ato, ecc., ecc, che possono essere benissimo tagliati, facendo assumere alle Province la loro competenze e risparmiare miliardi di euro. Ritengo, pertanto, anche in base alla mia esperienza di amministratore provinciale e comunale, che, le Province sono insieme ai Comuni gli enti di prossimità più vicini ai cittadini, che fanno sentire le istituzioni vicino alla gente, secondo appunto quanto stabilito dalla Costituzione Italiana, che secondo me, è la più bella del mondo, e, che, perciò devono essere potenziati per poter svolgere nel miglior modo possibile le loro funzioni.

Per vedere il video dell'intervista clicca qui.

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