Il caso Cda dell'università d'Annunzio finisce in Parlamento con l'interrogazione dei 5 stelle

I parlamentari Gianluca Vacca, Andrea Colletti, Daniele Del Grosso, Francesco D'Uva sollevano il caso dell'incompatibilità del professor Civitarese, assessore al Comune di Pescara

Dopo le 90 firme dei "big" teatini per chiedere un incontro al rettore, il caso Consiglio di amministrazione dell'università d'Annunzio finisce al ministero della Pubblica Istruzione, con un'interrogazione a risposta in Commissione firmata dai parlamentari del Movimento 5 stelle Gianluca Vacca, Andrea Colletti, Daniele Del Grosso, Francesco D'Uva. 

In particolare, i pentastellati chiedono al ministro Stefania Giannini di far luce sul caso del professor Stefano Civitarese, ordinario dell'ateneo teatino, nominato nel Cda qualche giorno dopo essere entrato nella giunta targata Pd del Comune di Pescara, guidata dal sindaco Marco Alessandrini. Ironia della sorte Civitarese, invitato da più fronti alle dimissioni, è pescarese per residenza, ma è l'unico che può fregiarsi di esser nato proprio a Chieti. 

"Secondo quanto scritto sullo statuto dell'università D'Annunzio, il neo assessore di Pescara Stefano Civitarese è incompatibile con l'incarico di consigliere di amministrazione dell'ateneo, la cui nomina è avvenuta addirittura dopo quella di assessore - dice il capogruppo in commissione Istruzione alla Camera Vacca - e sembrerebbe in palese conflitto d'interessi considerando che proprio due giorni fa l'assessore era presente all'incontro tra il sindaco Alessandrini e il rettore Di Ilio per la realizzazione di un protocollo d'intesa tra università e Comune: quale dei due enti rappresenta Civitarese? La legge cosiddetta Gelmini vieta infatti ai docenti universitari di svolgere incarichi che determinino situazioni di conflitto di interesse con l'università di appartenenza, e che possano arrecare detrimento delle attività didattiche, scientifiche e gestionali loro affidate dall'università di appartenenza; in questi casi deve essere il rettore a dare il nulla osta a docenti e ricercatori che vogliano ricoprire incarichi pubblici.

"Proprio per tutte queste criticità - prosegue il deputato abruzzese - con un'interrogazione chiediamo al ministro d'intervenire, per quanto di propria competenza, per sanare questa situazione. Invieremo anche una lettera al rettore Di Ilio per chiedergli se non debba intervenire per far decadere Civitarese da consigliere di amministrazione e se abbia mai rilasciato, e su quali presupposti, l'autorizzazione a svolgere l'incarico di assessore come prevede la legge. Oltretutto l'incarico politico non deve pregiudicare le attività didattiche e scientifiche svolte dal docente, che ha la possibilità in questi casi di richiedere il tempo definito, cioè parziale, un regime che prevede un impegno decisamente inferiore rispetto al tempo pieno".

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Sul fronte locale, le polemiche si sono accese anche per l'assenza di "quote rosa" nel Consiglio di amministrazione: tra i membri scelti dal rettore, non c'è infatti nessuna donna. Ma c'è un nuovo capitolo ad infiammare la vicenda: proprio oggi (mercoledì 23 novembre), il professor Civitarese ha dichiarato ai microfoni di Rete 8 di aver rassegnato, immediatamente dopo la nomina, le dimissioni dall'incarico di consigliere di amministrazione. Il rettore, però, non le accettò

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