"Tempi rapidi per i tamponi agli operatori sanitari, anche se non hanno sintomi" e scatta l'interpellanza

A presentarla il consigliere regionale del Movimento 5 stelle Taglieri, che chiede di non fare distinzioni tra sintomatici o meno

Un'interpellanza per fare chiarezza sui tamponi effettuati al personale sanitario abruzzese. L'ha presentata il consigliere regionale del Movimento 5 stelle Francesco Taglieri, che lamenta "potenziali incongruenze" tra la Regione e il ministro della Salute. 

Il vice presidente della commissione sanità, in particolare, punta il dito contro l'ordinanza 53 della giunta regionale che, spiega "sembra applicare criteri di priorità diverse tra il personale" per l'esecuzione dei tamponi per il Coronavirus. 

“Come previsto sia dal decreto Cura Italia che dalle ordinanze del presidente di Regione Marsilio - dice - gli operatori sanitari, anche se venuti a contatto con persone positive al Covid-19, proseguono la propria attività fintantoché risultino asintomatici, a patto che vengano seguite tutte le misure di contenimento del contagio e siano sottoposti a stretta sorveglianza sanitaria. È evidente, quindi, che debbano avere una corsia preferenziale nello svolgimento del tampone, che deve essere refertato, come previsto da circolare del ministero della Salute, entro 36 ore, sia che l'operatore risulti sintomatico, che l'operatore risulti asintomatico. Questo per limitare al massimo il tempo di permanenza nelle strutture senza sapere se si è o meno positivi al Coronavirus".

Per Taglieri, però, l'ordinanza 53 rischia di andare in contrasto con le disposizioni ministeriali. Nella tabella con cui si stabiliscono i criteri di priorità, infatti, si parla di "codice rosso" per il personale sanitario sintomatico, e di "codice giallo" per coloro che sono da ritenere asintomatici. "È difficile immaginare - incalza - come per entrambi le categorie di priorità possa essere garantito il referto nel termine delle 36 ore”.

“Abbiamo già assistito - aggiunge - a numerosi casi di operatori sanitari asintomatici, lasciati a lavorare all'interno delle strutture abruzzesi, la cui positività al Covid-19 è stata resa nota decine di giorni dopo lo svolgimento del tampone. Vuol dire aver lasciato all'interno delle strutture persone che, inconsapevolmente, avrebbero potuto infettare pazienti e qualsiasi persona con cui fossero entrate in contatto. È un rischio che si può evitare solamente con tempi certi e veloci nei risultati dei tamponi, senza fare distinzioni tra sintomatici e asintomatici, in modo da evitare di causare danni incalcolabili all'intera comunità, oltre a essere potenzialmente in conflitto con le circolari del Ministero della Salute. L'assessore Verì e il presidente Marsilio devono delle spiegazioni chiare agli operatori e a tutti i cittadini. Adesso non c'è scusa che regga per commettere imperdonabili errori”, conclude Taglieri.

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