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Carenza di personale medico, si allungano i tempi di attesa per la chirurgia senologica di Ortona

Il consigliere del Pd Blasioli ha presentato un'interpellanza all'assessore regionale Verì, chiedendo di fare chiarezza e non penalizzare un centro di eccellenza nazionale

Un'interpellanza all'assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì, per chiedere risposte sulle criticità nell'attività chirurgica dell'ospedale Bernabeo di Ortona a soprattutto sul reparto di Chirurgia generale a indirizzo senologico. 

L'ha presentata il consigliere del Partito Democratico Antonio Blasioli, che spiega: “Poter usufruire pienamente dei servizi e delle prestazioni di un Centro di Senologia significa, per tante donne, essere prese per mano e avere maggiori chance di essere curate al meglio. La chirurgia senologica dell’ospedale di Ortona rappresenta uno dei centri di riferimento nazionali nel campo, al 16esimo posto sui 451 presenti in Italia per numero di interventi, a cui è stata riconfermata la certificazione Eusoma dell'European Society of Breast Cancer Specialists, il più alto organismo scientifico europeo che si occupa del tumore al seno. Solo 21 centri in Italia possiedono questo titolo e nel centro sud solo Ortona assieme a Catania".

"Dinanzi ad un esempio così virtuoso - dice Blasioli - la politica e le istituzioni devono fornire ogni risposta e soluzione immediata per scongiurare qualsiasi criticità che possa minare il diritto alla salute e la qualità delle prestazioni fornite alle pazienti in ogni fase del loro percorso clinico”.

Da fine gennaio, nell'unità operativa c'è una drastica riduzione di unità di personale medico: oggi sono 4 i dirigenti medici specializzati in Anestesia, con una palese carenza di organico rispetto ai 13 di assegnazione.

"È evidente - incalza il consigliere del Pd - che con questo organico l’attività operatoria è ridotta e sarà possibile solamente una programmazione settimanale, diversamente da quanto accadeva prima, con una programmazione mensile. Di conseguenza, la riduzione dell’utilizzo delle sale operatorie costringerà a diminuire l'attività chirurgica, causando l’allungamento dei tempi di attesa per l'intervento per i pazienti oncologici che devono essere contenuti sia per disposizione ministeriale che per protocollo Eusoma entro 30 giorni dalla diagnosi".

"A questa allarmante situazione - incalza Blasioli - si aggiunge un’ulteriore penalizzazione per la struttura multidisciplinare 'Breast Center' e il percorso senologico della Asl Lanciano Vasto Chieti, già sottoposta all’assessore Verì e più volte all'attenzione della direzione generale della Asl: sarebbero infatti in procinto di uscita per motivazioni di carattere professionale l’unico dirigente medico specializzato in chirurgia ricostruttiva e una dirigente medico specialista in radiologia senologica, parzialmente dedicata al percorso senologico a Lanciano".

Nel caso della chirurgia plastica, questo significherebbe, per il percorso senologico, la perdita delle 3 sedute settimanali (ore 8.30 - 13.30) di ambulatorio oncoplastico e delle 18 ore di sala operatoria di chirurgia ricostruttiva pura, assicurata dal chirurgo, oltre alla fase ricostruttiva contestuale negli interventi oncologici demolitivi con enorme vantaggio per le Pazienti e notevole ottimizzazione dei costi per l'Azienda e per la Regione. 

Con l’interpellanza depositata ho rappresentato tutte queste criticità, chiedendo alla Regione: se intende agire per scongiurare la prevista riduzione di personale della UOSD di Anestesia del P.O. di Ortona e dell’unico dirigente medico specializzato in chirurgia plastica ma ancora una volta devo registrare la mancanza di attenzione nei confronti dell’eccellenza ortonese.

L’assessore Verì risponde, ancora una volta senza specificare una tempistica, che sta organizzando con il presidio di Chieti una turnistica a supporto dell’attività chirurgica di Ortona. Insomma, Ortona è talmente importante da meritare i suoi complimenti, la sua vicinanza, la sua gratitudine, ma non i 13 anestesisti di cui ha bisogno per le donne abruzzesi. Dipenderà dai turni di Chieti, una falsa soluzione, rimessa alla temporaneità e a scelte volubili, e senza alcuna attenzione vera per l’ “ospedale della donna”.

È evidente che la carenza di personale più volte segnalata non viene recepita nella sua complessità, e ciò determina, quotidianamente, serie dif?coltà e disagi; la salute e il diritto alle cure delle pazienti sono a rischio, ma sui tempi dei provvedimenti da prendere, come al solito, l’assessore Verì non dice nulla e preferisce non esprimersi neppure riguardo il rischio ventilato di perdere l’unico medico specializzato nella chirurgia ricostruttiva.

La nostra battaglia continua per il diritto alla salute di tutti.

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