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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
Politica

Insediata la nuova Provincia di Chieti

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

Insediamento insolito per il nuovo organismo della Provincia, dopo oltre un secolo di storia, l'istituzione cambia volto sia nella forma e nella sostanza. Nell'aula grandi emozioni fin troppo scontate per qualche nuovo, qualche sorriso e qualche saluto per i veterani, attenzione e qualche timore per dipendenti e qualche osservatore curioso. Una telecamera per l'ufficialità e per la conferma di una strana novità. Pupillo nuovo presidente, fra prefetto e segretario, a dirigere un seduta sobria ed un po' svuotata: solo dodici membri ovvero undici, mancava D'Amario, sugli scranni dell'assemblea. Pochi amministratori dunque, pochi convenevoli, poche chiacchiere si direbbe, per una seduta di sostanza e carica di responsabilità da riempire tutto lo spazio disponibile e rimasto vuoto. Apertura con notizia inquietante, dunque, fra le comunicazioni del presidente. Subito rischio di commissariamento: il dissesto paventato dalle dichiarazioni dei funzionari richiama, si, alle filastrocche del passato quinquennio, ma pone sul tavolo l'immediata presa d'atto di una situazione contabile davvero triste, almeno sulla carta. Interventi in successione per una ricognizione politica ed amministrativa piena e compiuta. Nel passato i tagli dall'alto sono stati drastici, ma le scelte politiche hanno fatto tutto il resto. Coletti non lo manda a dire, l'ultimo consuntivo approvato dalla sua gestione 2008 presentava avanzi d'amministrazione cospicui. Cosa sia successo nel corso della gestione Di Giuseppantonio questo potrebbe scoprirlo solo la Corte dei Conti, ma prima d'ogni decisione occorre assumere ruolo d'amministratore che oltremodo invita sempre allo studio tecnico delle questioni contabili, e non al loro uso strumentale. Allora come non raccogliere l'invito, di un Coletti chiaro ed aperto, ad una ricognizione dettagliata dei residui, di tutte le sacche contabili che presentano impegni e verificarne consistenza e concretizzazione… e ce ne sono. C'è da lavorare seriamente e senza pretese o compenso alcuno, questo è l'invito che sembra raccogliere l'aula e questa nuova amministrazione. Assemblea che non tralascia alcun aspetto, nemmeno quello dell'appartenenza politica, pur di organizzare un gruppo di lavoro unito e solidale: la Di Biase è fin troppo limpida nel recepire e rilanciare l'unità d'intenti e di lavoro. Parte bene dunque la nuova esperienza provinciale, parte bene per tante ragioni e per tante buone sensazioni colte prima, durante e dopo l'incontro d'apertura. Malumori, urla, tensioni, recriminazioni, proteste, scaricabarile e tutto il repertorio della politica caciarona sembrerebbe acqua passata. Tutti gli ingredienti sembrano dunque quelli giusti per l'auspicio migliore, quello di un mandato di sacrificio e gratificazioni, nel giusto equilibrio.

 

Nando Marinucci

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