"L'ospedale di Atessa deve tornare attivo": incontro tra il sindaco Borrelli e i consiglieri Paolucci, Taglieri e Smargiassi

L'impegno dei tre esponenti di minoranza è portato il caso in commissione Vigilanza e al comitato ristretto dei sindaci, per garantire i servizi sanitari ai cittadini

Si è svolto ieri mattina l’incontro tra il sindaco di Atessa, Giulio Borrelli e i consiglieri regionali di opposizione Silvio Paolucci (Partito Democratico), Francesco Taglieri e Pietro Smargiassi (Movimento 5 Stelle), sull'ospedale San Camillo di Atessa.

“La situazione organizzativa e sanitaria dell’ospedale – dicono i consiglieri al margine dell’incontro - continua ad essere grave e inaffrontata. La struttura aspetta ancora oggi di capire dalla Regione quale sarà la sua identità sul territorio e per quale utilizzo, visto che gran parte delle attività a servizio della comunità si svolgono a singhiozzo da marzo o non si svolgono affatto. L’emergenza è ricominciata e il futuro dell’ospedale San Camillo di Atessa non è ancora scritto: non sappiamo ancora che intenzioni ha l’esecutivo regionale, a fronte di una situazione di stallo che non è più accettabile per i tantissimi fruitori di servizi e prestazioni sanitarie sul territorio. Troppo sono stati gli annunci e le rassicurazioni, ma poche le certezze sulla riattivazione servizi a pieno regime sia territoriale nel distretto sia a livello di struttura ospedaliera, questo nonostante anche le numerose prese di posizione sull’argomento sia da parte nostra che da parte del Comune di Atessa". 

I tre consiglieri regionali auspicano "una strategia che smuova un’operazione di chiarezza da parte della Asl e della Regione, avverrà all’interno sicuramente della commissione Vigilanza regionale che incontrerà il sindaco alla prima seduta utile, ma è necessario che venga ricostituito anche il Comitato ristretto dei Sindaci, perché dopo tanti mesi di parole si passi ai fatti, che sono azioni a vantaggio della comunità, beneficiaria, fino a oggi, di iniziative ben confuse sull’ospedale. Ricordiamo che durante l’emergenza coronavirus il nosocomio era stato riconvertito in area di degenza Covid-19: il presidio è stato smantellato in 48 ore, con il trasferimento temporaneo delle attività ospedaliere in altri presidi sanitari definiti no-Covid19, unitamente allo spostamento delle attività distrettuali e di continuità assistenziale".

"Oggi - aggiungono Paolucci, Taglieri e Smargiassi - siamo nel limbo, perché è riscoppiata l’emergenza e non si sa cosa fare di questo prezioso presidio, nonostante una programmazione esistente e condivisa con la comunità da due anni, parte della programmazione regionale sanitaria vigente, vale a dire quella prevista dalla delibera della precedente giunta regionale e recepita anche dal consiglio comunale di Atessa. La comunità che aspetta di sapere quando il presidio ospedaliero San Camillo di Atessa tornerà a regime, perché esiste il Covid, ma non si possono bloccare tutte le altre attività: questo crea liste di attesa assurde e una disparità di trattamento tra chi potrà permettersi di pagare le visite e chi invece e dovrà attendere le cure in attesa della riattivazione dei servizi. Un divario che l’Abruzzo non merita e che gli abruzzesi non possono più permettersi”.

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