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Sabato, 18 Maggio 2024
Politica

Campi da padel non autorizzati, sull'impianto di Filippone l'intergruppo invita l'assessore a un dibattito pubblico

Nuovi attacchi a Pantalone, che detiene la delega allo Sport, sul caso del polifunzionale per cui è stata revocata la gestione all'affidatario: "Lo diciamo da più di un anno, doveva ascoltarci prima"

Non si spengono le polemiche politiche sul caso dell'impianto sportivo di Filippone, per cui il Comune ha fatto decadere l'affidamento alla Teate Volley, dopo aver riscontrato la realizzazione di due campi da padel non autorizzati e il subafitto a un'altra società. 

L'intergruppo ha chiesto le dimissioni del sindaco Diego Ferrara e dell'assessore allo Sport Manuel Pantalone, ritenuti responsabili di "aver agito con colpevole ritardo". L'assessore ha respinto le accuse, contrattaccando gli esponenti di opposizione e accusandoli di aver solo "criticato, senza mai fare proposte". In merito al caso sollevato in aula circa un anno fa proprio dagli stessi consiglieri, Pantalone aveva ribattuto: "Ciò che diceva l'opposizione sull’impianto di Filippone era ben diverso, ricordiamo bene di rilievi fatti dai consiglieri su aspetti urbanistici di cui l'ufficio ci aveva dimostrato l'insussistenza". 

Ora, però, documenti e date alla mano, sono gli esponenti dell'intergruppo a replicare ancora una volta e invitano gli amministratori a un confronto alla presenza dei cittadini: "Qualora l’assessore non volesse rassegnare le dimissioni e togliere il disturbo, siamo ben disponibili a invitarlo per un dibattito pubblico, per dimostrare all’intera città, carte e atti alla mano, come gran parte dell’impiantistica sportiva comunale sia mal gestita", dicono Giampiero Riccardo (Chieti Viva), Bruno Di Iorio (Di Iorio sindaco), Maurizio Costa (Forza Chieti), Serena Pompilio (Azione politica) e Mario De Lio (Udc). 

"Se l’assessore, anziché chiedere scusa alla cittadinanza e umilmente rassegnare le dimissioni, persiste nella mistificazione della realtà, allora siamo dinanzi a qualcosa di ben più grave rispetto alla sola incapacità amministrative", accusano i consiglieri, ricordando che il 1° settembre 2022 avevano protocollato "una precisa e dettagliata segnalazione sulla trasformazione del polifunzionale di Filippone in centro padel".

"Come si evince della determina n.859 del 09.10.2023 (quella che revoca la gestione all'affidatario, ndc) - incalzano - il primo sopralluogo dell’istruttore tecnico comunale alla struttura avviene il 13 ottobre 2022; quello stesso giorno si riuniva la commissione Sport nella quale i sottoscritti informarono tutti i consiglieri presenti e l’assessore della presenza di campi da padel all’interno della palestra comunale, chiedendo all’assessore di verificare con urgenza proprio con un sopralluogo".

Il mese successivo, il 21 novembre, si tenne il consiglio comunale in cui fu discussa l'interrogazione proprio sul caso dell'impianto polifunzionale di Filippone. Ma, puntualizzano Riccardo, Di Iorio, Costa, Pompilio e De Lio, "oggi, a distanza di quasi un anno, non ancora ci è stata consegnata copia del deregistrato della discussione". In aula, ricordano, "l'assessore asserì che non eravamo dinanzi a un cambio di destinazione d’uso, ma di una riconversione della struttura e che il gestore aveva ottemperato a quelli che erano i lavori necessari. Insoddisfatti delle risposte, il 16 gennaio 2023 abbiamo richiesto, sempre sul tema, una commissione di garanzia, nella quale l’assessore Pantalone dichiarava che la polifunzionalità della struttura era garantita e che, solo se così non fosse, andava revocata". 

"Ci siamo sempre chiesti - proseguono - come potesse esserci una polifunzionalità di una struttura con una superficie occupata da ben 4 campi di padel interni e 3 esterni. Impossibile praticamente pallavolo, basket, calcio a 5, pattinaggio o qualunque altra disciplina. Inoltre, abbiamo sempre contestato il non rispetto da parte del gestore degli articoli 1, 2, 6 e 7 della convenzione che regola l’affidamento tra Comune di Chieti e società sportiva". 

Poi, gli esponenti dell'intergruppo attaccano direttamente l'assessore allo Sport: "Per svegliarsi dal profondo sonno e comprendere cosa fosse effettivamente diventato il polifunzionale gli è servita un’informativa dell’autorità giudiziaria; quando in realtà, si sarebbe potuto intervenire molto prima, evitando alla città qualunque ulteriore danno economico e sociale. All’assessore sarebbe bastato prestare attenzione e ascoltarci in aula e in commissione".

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