Martedì, 26 Ottobre 2021
Politica Torrevecchia Teatina

Impianto di compostaggio senza votazione, Torrevecchia diffida Consorzio rifiuti

Il consigliere Rossano Mincone denuncia che nell'assemblea dell'8 febbraio era sì prevista una discussione per l'impianto, ma senza votazione. Eppure i progettisti sarebbero già all'opera per la struttura da realizzare a Roccamontepiano

L’assemblea dei rappresentanti dei comuni soci del Consorzio dei rifiuti del chietino approva un impianto di compostaggio senza alcuna votazione. È quanto denuncia il consigliere comunale di Torrevecchia Teatina Rossano Mincone.

Nell’ordine del giorno della seduta dello scorso 8 febbraio, al punto 3 era prevista una discussione sull’impianto, che però non prevedeva votazioni. Ma per il consigliere questi atti sono illegittimi, perché in sede di approvazione del bilancio 2012 e sul piano triennale questa opera non è stata riportata; in più mancherebbe la copertura finanziaria. Il Comune di Torrevecchia Teatina annuncia che diffiderà il consorzio a procedere vista la situazione economica.

“Nel bilancio 2012 e in quello triennale – puntualizza Mincone - non è stato inserito l'impianto e per questo non si capisce come il cda possa già aver dato incarico ad un tecnico per la progettazione”. In più, nell’assemblea si sarebbe annunciata la preparazione di un progetto preliminare che però non è mai stato approvato. “Se l’incarico è stato davvero dato – afferma il consigliere - siamo dubbiosi sulla legittimità degli atti perché prima di dare questo come qualsiasi incarico si sarebbe dovuto discutere in assemblea ed eventualmente procedere con l’approvazione di un piano finanziario per questo investimento in modo tale da evidenziare i costi e gli eventuali benefici che con questo impianto potrebbe esserci per tutti i comuni aderenti al consorzio”.

Un episodio che ne ricorda uno passato: il consorzio aveva assegnato l’incarico per l’allargamento della discarica consortile, poi non approvato dalla Regione. Però è stato riconosciuto debitore di oltre 155 mila euro nei confronti dei progettisti che già avevano intrapreso il lavoro.

“Non si capisce come il cda – puntualizza Mincone - possa dare un incarico ad un progettista che ha già realizzato un progetto preliminare senza che l’assemblea sappia i costi di questa opera, senza che si sia discussa ed approvata la copertura finanziaria, ma soprattutto gli eventuali benefici che tutti i Comuni ne ricaverebbero”.

“Nuovamente – denuncia Mincone - vengono bruciati con leggerezza e disinvoltura i soldi dei cittadini. Questo è solo uno dei tanti risultati fallimentari. Chiediamo trasparenza e una giusta e vera informazione con comunicati che corrispondano al vero e non proclami infarciti di propaganda ad uso e consumo di campagne elettorali. È ora che finalmente si faccia chiarezza sui fatti e situazioni che  si trascinano da anni e che hanno già creato un danno economico a tutti i bilanci dei vari comuni consorziati”.

Il consigliere di Torrevecchia non risparmia frecciate ad Adamo Carulli, presidente del consorzio ed ex sindaco di Roccamontepiano, nonché consigliere dello stesso Comune. Proprio lì dovrebbe sorgere l’impianto di compostaggio. Mincone invita il presidente “ad astenersi nel trattare questo argomento per trasparenza e conflitto di interessi”. Nella recente campagna per le elezioni amministrative, infatti, uno dei punti in programma dell’attuale amministrazione, guidata da Orlando Donatucci, era proprio l’impatto di compostaggio.

“La paternità e le scelte – sollecita ancora il consigliere Mincone - dovrebbero essere frutto dell’intento di tutto il Consorzio che in cui ci sono 20 comuni e non che il tutto venga gestito anche a scopi politici elettorali dai soliti e pochi noti. Non secondario è che si parla di questo impianto di compostaggio già dal 2004 e quel progetto, non su quel territorio, a suo tempo fu finanziato dalla Regione Abruzzo tanto che è stato acquistato il terreno vicino alla discarica consortile di San Donato a Fara Filiorum Petri chiusa dal 2008. Ad oggi  sono stati già spesi circa 60 mila euro di soldi pubblici dei nostri cittadini senza realizzare nulla visto che l’area individuata risulta essere zona franosa come la  Regione Abruzzo stessa ha evidenziato al Consorzio”. 

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