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Imbrattate ancora le targhe commemorative per Sergio Ramelli e per i Martiri delle foibe: l'ira di CasaPound

Ripulite le scritte. Lapenna (CPI): “Chi non condanna moralmente corresponsabile di questi atti abietti”

Deturpate di nuovo le targhe in largo dei Martiri delle Foibe a Chieti scalo e il Belvedere Sergio Ramelli, nei pressi della Villa Comunale. A denunciarlo i militanti di CasaPound Chieti, che questa mattina hanno provveduto a ripulire quelle che a detta loro sono scritte riconducibili al mondo dell'antifascismo militante.

"Abbiamo raggiunto il limite di tolleranza - sottolinea Francesco Lapenna, responsabile del movimento in Città – la viltà verso i morti è intollerabile e questi gesti sempre compiuti di notte, nelle tenebre, sempre contro oggetti inanimati, non fanno altro che confermare la pochezza etica e l'inutilità di questi soggetti che poi, alla luce del giorno, scompaiono come fantasmi.

Dopo reiterati imbrattamenti - sottolinea - non si può più parlare del gesto isolato di un folle, ma è evidente che siamo di fronte ad azioni premeditate da un gruppo di individui che fanno dell'odio politico la propria unica battaglia sfogando la propria frustrazione su monumenti alla memoria di morti innocenti. Ci aspettiamo una netta condanna da parte delle istituzioni ed in particolare da parte del PD cittadino, sempre molto attento a fiancheggiare l'Anpi e sempre molto ambiguo quando si tratta di condannare gesti del genere.
Da ora in avanti, laddove non ci saranno chiare e decise prese di posizione contro atti del genere, rimetteremo ogni responsabilità alle autorità competenti e considereremo corresponsabili tutte le forze politiche che non agiranno concretamente per porre rimedio a questi gesti infami. Siamo stati fin troppo pazienti”.

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