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Indennità guardie mediche, Febbo: "Medici pagano l'immobilismo della Regione"

Il presidente della commissione vigilanza interviene sul tema: entro il 30 giugno i medici dovranno resituire le somme alle Asl di appartenenza

Le indennità delle guardie mediche dovranno essere restituite entro il prossimo 30 giugno: è l'effetto della delibera di giunta approvata dalla Regione il 18 luglio 2017. Sono circa 500 i medici abruzzesi obbligati a restituire somme anche di 60-70 mila euro.

Sulla questione è intervenuto il presidente della commissione vigilanza, Mauro Febbo: "Dall'esecutivo regionale e dall'assessore Paolucci ci saremmo aspettati un atteggiamento completamente diverso sul problema inerente le indennità di rischio percepite dalle guardie mediche. Infatti, sono stati completamente disattesi sia gli impegni assunti attraverso la risoluzione approvata unanimemente in Consiglio regionale, ad ottobre scorso, sia le aspettative dei medici che dopo mesi non hanno avuto nessuna risposta concreta nonostante le rassicurazioni avute da D'Alfonso in una riunione poco prima delle elezioni".

Il consigliere regionale di Forza Italia fa sapere che riporterà l'argomento all'attenzione della commissione vigilanza "dove vaglieremo tutte le azioni da intraprendere per difendere un diritto acquisito dei medici previsto nell'accordo sindacale regionale del 2008 affinché venga tutelato un settore oggi pienamente penalizzato".

E aggiunge: "Questi sono i risultati della programmazione del Governo regionale, oggi incapace di risolvere problematiche inerenti un settore importate come la sanità territoriale. Ricordo che ci sono Regioni, come Calabria, Basilicata e Lazio che hanno approvato, a seguito della segnalazione della Corte dei Conti, provvedimenti diversi come la decisione di congelare le indennità senza richiedere le somme indietro. Per l'ennesima volta, nonostante le promesse di D'Alfonso e Paolucci, sono prevalse la burocrazia, l'inefficienza e l'inadeguatezza di questo esecutivo".

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