I Rosato ancora nella ex caserma occupata, Barone: "Ecco come aiutare le famiglie in difficoltà"

Il responsabile lancianese di Noi con Salvini, che da gennaio aiuta la famiglia protagonista dell'occupazione, bacchetta il Comune che non ha fornito soluzioni concrete e snocciola proposte per l'emergenza abitativa, dal mutuo sociale al censimento dei locali comunali vuoti

Nico Barone

A più di una settimana dalla drammatica occupazione dell’ex caserma dei vigili del fuoco, dopo lo sfratto dall’appartamento in cui vivevano, il lancianese Alfredo Rosato e la sua famiglia vivono ancora nello stabile occupato. Otto giorni fa, al loro fianco, si era schierato il gruppo lancianese di Casapound, al fianco di Rosato sin dallo scorso maggio, quando l’uomo era entrato in Comune minacciando di togliersi la vita se il sindaco Mario Pupillo non l’avesse aiutato a trovare un’occupazione.

Pochi giorni dopo l’occupazione, Nico Barone, coordinatore lancianese di Noi con Salvini, torna alla carica per sottolineare la mancanza di una soluzione imminente. “Le soluzioni proposte dal Comune – dice - non possono ritenersi soddisfacenti, poiché non ha offerto altro che 15 giorni in una struttura alberghiera e 1.500 euro tratti dal fondo per la morosità incolpevole da utilizzare per un nuovo contratto di affitto, quando risulta assai improbabile che qualcuno sia disposto ad affittare ad una persona che non possiede un lavoro stabile. In tutti questo, i Rosato non chiedono certo vivere da parassiti, ma esclusivamente di disporre di un tetto sopra la testa per i mesi necessari per trovare un impiego e poter disporre dei mezzi e delle garanzie necessarie per un affitto”.

L’aiuto concreto di Barone e dei suoi ai Rosato inizia molto prima del gesto dimostrativo del capofamiglia: “Li supportiamo da gennaio, cercando di fornir loro tutto l’aiuto possibile: dall’impegno per trovare una soluzione ai loro problemi di tipo abitativo e lavorativo, alla fornitura di derrate alimentari, raccolte grazie alla solidarietà dei cittadini lancianesi, e se servirà in futuro, anche alla fornitura di vestiario”.

Nei giorni scorsi Barone ha puntato il dito contro l’amministrazione comunale, rea, a suo dire, di non aver aiutato a sufficienza una delle tante famiglie lancianesi in difficoltà. E in qualità di coordinatore lancianese di Noi con Salvini, in vista delle prossime elezioni comunali fissate per primavera 2016, ha già elaborato idee per sciogliere il nodo delle politiche abitative. “Ho già proposto il censimento dei locali attualmente vuoti di proprietà del Comune per adibirli ad uso abitativo – spiega – in modo da mettere l’amministrazione comunale in condizioni di fornire una risposta immediata ad eventuali famiglie in emergenza abitativa. Si tratta di proposte concrete, che potrebbero avere immediata applicazione. Ci auguriamo comunque di portare avanti dentro il consiglio comunale la nostra proposta più forte, ovvero, quella del "mutuo sociale". Si tratta della costruzione da parte del comune di un quartiere con case popolari destinate alla vendita a prezzo di costo e non a prezzo commerciale, con una rata di mutuo senza interesse che non supera un quinto delle entrate della famiglia. Una volta che, mediante l’affitto, si colma il prezzo di costo, la famiglia diventa proprietaria dell’immobile”

Eppure, c’è chi rimprovera al progetto Noi con Salvini di essere troppo legato alla Lega Nord, che ha sempre avuto un carattere di intolleranza neanche troppo velata verso i “merdidionali”. “Noi Con Salvini non è la Lega Nord. Noi semplicemente – puntualizza Barone - a Lanciano come in tutto il sud Italia miriamo a supportare le idee di Matteo Salvini. E qui arriviamo al punto fondamentale: Matteo Salvini ha rivoluzionato la Lega, allontanandola dalle posizioni anti-nazionali per noi inaccettabili proprie della dirigenze che lo ha preceduto. Da qui, l’avvio di una collaborazione che ruota attorno a tre punti cardine: No Euro, stop all’invasione migratoria, prima gli Italiani”.

Da qui il grande impegno a favore dei Rosato. In un botta e risposta col Comune di Lanciano, fiaccato come tutti gli enti periferici dalla carenza di risorse. “Sicuramente il taglio dei trasferimenti dallo Stato agli enti locali – dice Barone - frutto di scellerate politiche di austerità imposte dall’Europa, ed i vincoli del patto di stabilità, sempre un ‘regalo’ di questa Unione Europea, rappresentano dei grossi limiti per quanto riguarda le possibilità di intervento dei comuni. Ma vi è molto che è possibile fare anche con le limitate risorse attuali. L’importante è stabilire delle chiare priorità, nel nostro caso porre l’interesse dei cittadini al primo posto, e approcciare i problemi con una mentalità nuova. Ad esempio la nostra proposta del censimento dei locali comunali non utilizzati: si tratta di un’operazione semplicissima e dal bassissimo costo. Unico ostacolo, la mentalità di una classe politico-amministrativa inadeguata rispetto al compito che è chiamata ad assolvere”.

Proprio la distanza della politica dai bisogni concreti dei cittadini rende sempre più forte l’onda della “antipolitica”. Come può un movimento come Noi con Salvini riuscire a tamponarla? “Siamo forti sul territorio grazie al lavoro infinito ed instancabile che mettiamo in atto per la nostra città e per la nostra gente da tre anni a questa parte, soprattutto grazie al lavoro con CasaPound che mi ha fatto conoscere ed essere apprezzato unicamente per le iniziative dalla maggioranza della popolazione lancianese. I consensi sono naturali e si avvicinano tutte le fasce sociali, con una particolare soddisfazione nel vedere tantissimi giovani ricredersi nell'interesse del bene della Comunità. L’antipolitica non è che il prodotto di decenni di politica lontana dai reali bisogni della gente. Nel momento in cui ci si impegna giornalmente per la soluzione dei problemi concreti della cittadinanza, i meriti vengono riconosciuti, e siamo sicuri che questo accadrà anche a livello elettorale”. In attesa dell’impegno elettorale, però, la priorità è continuare ad aiutare la famiglia Rosato e tutti i lancianesi che, come loro, sono in seria difficoltà.

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