Giovedì, 28 Ottobre 2021
Politica Centro / Via Federico Salomone

Udc, casa di accoglienza “Dopo di noi” non idonea: l'interrogazione

La Casa di Accoglienza per disabili, che l'assessore alle politiche sociali ha individuato in via Salomone, per il consigliere Giardinelli non rispetterebbe le indicazioni del Piano Sanitario regionale

L’assessore alle politiche sociali del comune di Chieti Emilia De Matteo, tempo fa, ha individuato tra le proprietà comunali, la possibilità di realizzare una casa d’accoglienza per disabili denominata “Dopo di Noi” in un locale d’immediata disponibilità in via Federico Salomone.

La casa di accoglienza sarebbe una soluzione per la presa in carico di tutti quei disabili rimasti soli per la morte dei genitori.

L’Udc però ritiene che il locale prescelto dall’assessore non sia idoneo per il progetto, per questo domani (18 novembre) il gruppo presenterà un’interrogazione in Consiglio comunale.

“Riteniamo che nel “Dopo di Noi” – spiega il consigliere Alessandro Giardinelli - per raggiungere la soglia minima di assistenza in un territorio comunale come quello di Chieti, sia necessario avere la possibilità di ospitare almeno 12 disabili (sei uomini e sei donne), con la possibilità di convivenza tra genitore e figlio e che le case di accoglienza del “Dopo di Noi”, ai fini dell’Autorizzazione e dell’Accreditamento, siano equiparate nella normativa sanitaria espressa nel Piano Sanitario Regionale alle RADA (residenze per disabili adulti) e quindi con requisiti minimi strutturali e tecnologici definiti nel BURA”.

I requisiti richiesti di cui parla l’Udc sono i seguenti: struttura localizzata in una zona urbana o collegata ad un agglomerato urbano facilmente raggiungibile con mezzi pubblici, spazio comune all’aperto di almeno 2 mq per ospite, locali per il pranzo di dimensione complessiva non inferiore a 4 mq per ospite, locali per il deposito della biancheria sporca e locali per il deposito della biancheria pulita, spogliatoi per il personale con servizi igienici annessi, spazi comuni per la ricreazione, la terapia occupazionale e via dicendo.

“Nel piano Operativo 2010 della Regione Abruzzo – continua il capogruppo Udc - le strutture residenziali per disabili sono equiparate alle Residenze Protette Disabili Adulti e gli standard di struttura si riferiscono al DPR del 14 gennaio 1997 assieme alle leggi e agli atti regionali per l’autorizzazione e l’accreditamento, accreditamento necessario per la sopravvivenza del Progetto”.


Pur apprezzando lo sforzo dell’assessore Di Matteo, il gruppo politico si chiede  quale sia il percorso che voglia intraprendere al fine di una  rapido e idoneo avvio del progetto. Su questo verterà interrogazione di domani al Consiglio: “vogliamo sapere anche se una volta trovato l’immobile adatto, si sono individuate comunque risorse disponibili che possano contribuire per la ristrutturazione e l’adeguamento strutturale a norma delle indicazioni del Piano Sanitario Regionale”.

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