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Guardie mediche in ginocchio: per la Corte dei conti l’indennità di rischio non è automatica

Una sentenza ha decretato l'impossibilità di compatibilità tra l'indennità di rischio prevista dall'accordo integrativo regionale e quello collettivo nazionale. Pettinari: “L’errore della politica pagato da medici onesti”

Guardie mediche in ginocchio, dopo la sentenza della Corte di conti che ha decretato l'impossibilità di compatibilità tra l'indennità di rischio, pari a 4 euro l'ora, prevista dall'Accordo integrativo Regionale e quello Collettivo nazionale, ribaltando di fatto quanto sentenziato dai tribunali di Chieti, Vasto, Lanciano, Sulmona, Avezzano, L'Aquila e Chieti .

"A mettere in ginocchio le guardie mediche abruzzesi è stata una delibera della scorsa giunta regionale e l'incapacità di rimediare all'errore commesso, sia dall'ex assessore alla Sanità di centrosinistra che dall'attuale assessore di centrodestra. La strada da percorrere era  emanare una delibera che annullasse la precedente e autorizzasse le indennità” sostiene il vicepresidente del Consiglio regionale Domenico Pettinari (M5S), ricordando l’importanza di "una legge che contenesse la sanatoria delle indennità pregresse e, soprattutto, specificasse le motivazioni sul perché queste somme dovevano essere erogate". 

Per la Corte dei Conti l'accordo nazionale è "onnicomprensivo" con quello regionale che può essere adottato solo in casi eccezionali quali la remunerazione per il raggiungimento degli obiettivi o situazioni di disagio e difficoltà. “Non è dunque automatico. Quello cui si è arrivato - commenta ancora  l'esponente M5S - è un epilogo triste che avevamo previsto da tempo". Grave, secondo Pettinari, "l'ateggiamento dell'ex giunta di centrosinistra che, dopo la richiesta di delucidazioni alla Corte, sospese l'indennita' chiedendo il recupero delle somme percepite dal 2006, mettendo in ginocchio circa 400 unità di guardie mediche di tutta la regione e le rispettive famiglie. Questo è un caso in cui aver ragione ci provoca più dolore che soddisfazione, ma la partita non è ancora persa. La giunta - conclude - può ancora emanare la delibera che annulla la precedente e poi provvedere ad una legge che specifichi le singole voci che vanno a giustificare il pagamento dei 4 euro l'ora aggiuntivi".

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