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"Guardiagrele in dissesto per incapacità e approssimazione della giunta": l'accusa dell'ex sindaco Dal Pozzo

Il gruppo “Guardiagrele il bene in comune” guidato dall'ex primo cittadino si scaglia contro la giunta Di Prinzio

“Guardiagrele in dissesto per 200mila euro e per i debiti della giunta Di Prinzio”. Questo giudizio del gruppo consiliare “Guardiagrele il bene in comune”, guidato dall'ex sindaco Simone Dal Pozzo all’esito del consiglio comunale del 23 ottobre chiamato a deliberare su 24 debiti fuori bilancio. 

“Innanzitutto ricordiamo – precisa la nota – che sono debiti fuori bilancio quelli sorti a fronte di una mancata previsione e che nella seduta di lunedì c’erano pretese di addirittura dieci anni fa che hanno ridestato dal sonno creditori che per anni nulla avevano preteso”  Ma in consiglio – annota il gruppo - ne abbiamo viste di tutti i colori assistendo, ancora una volta, a improvvisazione e incapacità dimostrata dalle continue sospensioni causate dai dubbi che abbiamo sollevato.  Purtroppo la discussione in consiglio comunale ha evidenziato, ancora una volta, che la giunta Di Prinzio prima ha deciso di dichiarare il dissesto per poter motivare il suo triste immobilismo e poi è andata alla ricerca degli argomenti per giustificarla.

Non si spiega diversamente il fatto che il consiglio ha riconosciuto debiti senza che nessuno li ha chiesti o senza compiere il minimo sforzo di capirne la provenienza o senza che ve ne fossero i presupposti giuridici.  Questa giunta è un pericolo pubblico – denuncia il gruppo – e fa delle norme quel che vuole.

Basti dire che l’assessore Pierluigi Dell’Arciprete prima ha fatto le sue dichiarazioni mentre in sindaco alle sue spalle sgranava gli occhi davanti a certe corbellerie e poi è stato immediatamente smentito dal responsabile finanziario.

La verità – aggiunge il gruppo – è che siamo molto preoccupati di fronte a quello che vediamo. Basta fare un paio di esempi.  Il consiglio – precisa - ha votato il riconoscimento di debiti che erano coperti, come gli oltre 100mila euro per il servizio di pubblica illuminazione per il quale le somme erano state stanziate da fine 2020, ma la giunta non ha pagato.

Ci domandiamo perché e la risposta che ci diamo è che si voleva arrivare proprio al punto di aggiungerlo sul conto del presunto dissesto.

C’è poi la situazione eclatante di 9 sentenze del Giudice di Pace di Guardiagrele su ricorsi contro l’uso delle famose apparecchiature per fare le multe che sono costate, su decisione della giunta, oltre 90mila euro di noleggio in un anno e mezzo.

Il fatto grave è che il comune è stato condannato in alcuni casi perché nessuno si è presentato in giudizio per difendere l’ente e in altri perché l’uso di quell’attrezzatura è illegittimo.

E così il comune non solo ha pagato le spese perché non si è difeso e perché ha usato mezzi non corretti, ma ha multato ingiustamente chissà quanti cittadini che hanno pagato decidendo di non ricorrere al Giudice.

L’assessore al bilancio ha parlato di uno spettacolo indecoroso e ha ragione perché è inammissibile, dopo tre anni dall’inizio del mandato, sentire ancora assessori e consiglieri sedersi in consiglio rivendicando di non capire nulla di bilancio. Siamo nelle mani di chi? – si chiede il gruppo di centrosinistra.

Alla fine di tutto restano alcuni dati incontrovertibili – dice ancora “Guardiagrele il bene in comune”  Di Prinzio e i suoi vogliono far crescere a più non posso il passivo per giustificare questa assurda scelta del dissesto e cercano di nascondere la verità senza dirla tutta intera.

La delibera di ieri – concludono – votata dalla sola maggioranza, dimostra che tre quarti di quei debiti sono dell'amministrazione Di Prinzio, che il 90 per cento del passivo del dissesto è dovuto a crediti sorti dopo le elezioni del 2020 e, soprattutto, che, a fronte di un passivo di quasi 2 milioni di euro, c’è un attivo è di quasi 1,8 mln€: si è mandato il comune alla malora per 200mila euro”

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