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Giardinelli: "Trasferiamo i locali in piazza Malta"

La proposta del consigliere comunale di Scelta Civica alla Giunta: "Affitti agevolati nei locali comunali. La zona ha pochi residenti e si presta bene a ospitare i giovani"

“Creare un centro della movida in piazza Malta, zona con pochissimi residenti e dove esistono locali comunali che potrebbero essere dati in gestione ai giovani imprenditori del settore, anche con affitti simbolici”. La proposta del consigliere comunale Alessandro Giardinelli al sindaco Di Primio e alla sua Giunta arricchisce il dibattito scoppiato da una settimana a questa parte sulla convivenza tra vita serale e vivibilità dei quartieri.

In particolare i residenti di Santa Maria avevano reclamato il diritto al sonno e a trovare, all’indomani di serate particolarmente calde nei locali del comprensorio, strade pulite. Dopo aver inoltrato l’ordinanza che chiedeva di far chiudere i locali a mezzanotte nei giorni feriali e vietare le consumazioni fuori dagli stessi per prevenire gli schiamazzi notturni, ordinanza tra l’altro non ancora discussa in Consiglio Comunale ma che ha già incontrato l’ostilità di più membri, Giardinelli corregge il tiro e chiede al Comune di intervenire per incentivare la crescita commerciale di un luogo di aggregazione giovanile. Piazza Malta d’altronde, è stata già teatro di diverse iniziative giovanili di successo come Maltattack. Ugualmente a via Toppi, anche lì insiste la no tax area, ovvero la serie di agevolazioni offerte dal Comune di Chieti per gli esercenti quali riduzione della Tosap ed esenzione totale dalla Tares.

“E’ giusto difendere gli spazi che i giovani si sono creati nella nostra città, non sono assolutamente contrario ai locali notturni – chiarisce il consigliere Giardinelli – ma è necessario trovare le soluzioni per una civile convivenza con i residenti. Cosa che si può fare collaborando tutti insieme. Resta il fatto” conclude “che anche in quel luogo, gli stessi giovani frequentatori dovrebbero allontanare chi tra loro ha comportamenti che vanno contro le normali regole civili di convivenza, per far diventare lo stesso non solo un punto di aggregazione giovanile ma un luogo dove il divertimento possa essere anche testimonianza di crescita e maturità civile”.

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