Venerdì, 22 Ottobre 2021
Politica Gissi

Gaspari contro l'Abruzzo: "Non metterò più piede in questo postaccio"

La rabbia per lo scarso numero di voti alle elezioni politiche si sfoga su Twitter, ma di fronte alle reazioni degli utenti il medico annuncia che non scriverà più sul social network. Il Pd di Gissi chiede le scuse per le sue parole

Se il gasparismo pare ad alcuni ancora vivo e vegeto in Abruzzo, di certo gli abruzzesi sembrano non gradire un altro Gaspari, al secolo Lucio Achille, medico chirurgo, capolista abruzzese al Senato di Centro Democratico, lista candidata alle recenti elezioni politiche a sostegno di Pierluigi Bersani, figlio del più noto “zio Remo” scomparso due estati fa.

Gli abruzzesi non hanno votato per Gaspari e la sua amarezza si è scatenata su Twitter. Lo stesso social network su cui sono piombate le critiche più disparate dagli utenti. Il medico, però, sembra non aver gradito la possibilità della Rete di avvicinare i politici, o gli aspiranti tali. Al punto che dopo aver risposto in maniera piccata ai commenti ha deciso di non affidare più i suoi pensieri al web. Pensieri, ad onor di cronaca, forse ingranditi dall’amarezza per non aver ripetuto i risultati del padre. “In questo postaccio non ci metterò più piede”, ha scritto Lucio Achille Gaspari su Twitter.  E ancora “L' Abruzzo ha deciso che il passato è morto e sepolto e il presente ed il futuro stanno altrove! Per me la delusione è grandissima”.

Le risposte non si sono fatte attendere: ““Resta pure li dove sei, non ci mancherai di certo!!!”, è il tenore degli interventi. Il tweet contro l’Abruzzo non è sfuggito al Partito democratico di Gissi, alleato elettorale del Centro democratico. In una nota gli esponenti gissani del centrosinistra hanno pronunciato parole dure nei confronti di Gaspari: "Le parole del professor Lucio Achille Gaspari offendono e indignano, specie se accompagnate dal silenzio dei suoi sostenitori qui a Gissi, il cui trasformismo ha contribuito a macchiare la candidatura del figlio dell’onorevole Remo Gaspari. Pertanto, il Partito Democratico di Gissi, rappresentando il centrosinistra di Gissi, con la sua cultura di rispetto assoluto per l’espressione della volontà popolare, prende le distanze dalle volgari e violente espressione di Lucio Gaspari, invitando il professore a chiedere scusa ai suoi sostenitori ed ai cittadini gissani ed abruzzesi”.

Non sono arrivate le scuse, ma il 27 febbraio Gaspari ha annunciato agli utenti di Twitter: “Da oggi chiudo con questo mezzo. Scriverò solo su pergamene con penne d'oca!”

Sfogata l’amarezza, il figlio del politico di Gissi ridimensiona lo sfogo “Risultati deludenti in sé ma soddisfacenti se ottenuti a 60 giorni dalla costituzione del partito e confrontati con altri risultati”.

Risultati alla mano, bisogna riconoscere che il rapporto del medico con l’Abruzzo non era partito bene durante la campagna elettorale. Lo scorso 19 febbraio aveva lamentato di non aver ricevuto nessuna risposta dal manager della Asl, Francesco Zavattaro, alla sua richiesta di visitare l’ospedale clinicizzato Santissima Annunziata.

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